Archetipi – Elémire Zolla (1988). Venezia: Marsilio, 171 p. ; 22 cm.

“Almeno due volte al giorno” – scrive Zolla – “ognuno di noi conosce l’esperienza metafisica: al momento del risveglio e quando ci si assopisce. L’esperienza metafisica è il momento di comunione col tutto, quando l’individuo dimentica la propria biografia, le illusioni della storia, della propria stessa identità, della propria decadenza, e partecipa del respiro universale”. “Rintracciare l’archetipo significa impadronirsi dei ritmi che sottintendono l’esperienza umana, la politica, la poesia… svelare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra conoscente e conosciuto.”

Elémire Zolla (Torino, 9 luglio 1926 – Montepulciano, 29 maggio 2002) è stato uno scrittore, filosofo e storico delle religioni italiano, conoscitore di dottrine esoteriche e studioso di mistica occidentale e orientale.
Il padre era il pittore Venanzio Zolla (1880-1961), nato in Inghilterra da padre lombardo e madre alsaziana; la madre era la musicista britannica Blanche Smith (1885-1951). Zolla trascorre gli anni dell’infanzia tra Parigi, Londra e Torino apprendendo l’inglese, il francese e l’italiano.
In seguito studierà anche il tedesco e lo spagnolo. Questo poliglottismo contribuirà alla fama di grande erudito che lo accompagnerà sempre.
E’ considerato uno dei più grandi pensatori d’eccezione nella cultura italiana del Novecento. 

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