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Digitalizzazione del patrimonio culturale

Dall’originale fisico a una collezione digitale organizzata, controllata e realmente utilizzabile nel tempo.

IL FLUSSO

01 · Preparare

Materiali, ordine e condizioni conservative.

02 · Acquisire

Immagini coerenti con finalità e specifiche tecniche.

03 · Organizzare

Controlli, nomi, metadati e struttura dei file.

04 · Rendere accessibile

Master conservativi e derivati per consultazione.

14.000

lucidi archeologici gestiti nel principale progetto di digitalizzazione

6 fasi

dal bene fisico alla consegna e organizzazione dei risultati

Fisico + digitale

un unico processo di tutela, controllo e accessibilità

OLTRE LA SCANSIONE

Un’immagine digitale è utile solo se appartiene a un sistema.

Digitalizzare non significa semplicemente riprodurre una pagina o un documento. Significa preparare correttamente l’originale, stabilire criteri uniformi, controllare il risultato e collegarlo alle informazioni che ne rendono possibile l’identificazione e la ricerca.

Il progetto deve tenere insieme qualità dell’acquisizione, tutela del bene, organizzazione dei file, metadati, conservazione digitale e modalità di consultazione.

WORKFLOW

Sei fasi, una sola catena di responsabilità

Il flusso viene adattato al patrimonio, alle finalità dell’ente e alle specifiche di consegna.

01

Preparazione

Verifica dei materiali, ordine delle unità, condizioni di manipolazione e predisposizione della postazione.

02

Acquisizione

Riproduzione digitale secondo parametri coerenti, con attenzione alla leggibilità e al rispetto dell’originale.

03

Controllo qualità

Verifica di completezza, orientamento, messa a fuoco, uniformità, corrispondenza e assenza di errori.

04

Elaborazione

Ottimizzazione controllata e produzione dei formati previsti, preservando una copia master.

05

Metadati e nomi

Associazione delle informazioni descrittive, denominazione coerente e organizzazione delle cartelle.

06

Consegna e accesso

Strutturazione dei risultati per conservazione, consultazione, pubblicazione o integrazione in una Digital Library.

DATI E INTEROPERABILITÀ

Descrivere per ritrovare. Organizzare per tramandare.

Standard e modelli vengono scelti in relazione al tipo di patrimonio e al sistema destinatario.

METADATI

Dublin Core

Struttura descrittiva essenziale e interoperabile per risorse e collezioni digitali.

ARCHIVI

ISAD(G)

Principi di descrizione multilivello e mantenimento delle relazioni nel contesto archivistico.

TESTI

TEI/XML

Codifica strutturata di testi e documenti quando il progetto richiede contenuti analizzabili.

ECOSISTEMA

PND e Digital Library

Attenzione ai principi del Piano nazionale di digitalizzazione e all’organizzazione per sistemi di accesso.

CASO DI PROGETTO

14.000 lucidi archeologici

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

Il progetto ha riguardato planimetrie, rilievi e disegni di scavo su supporto trasparente: gestione e condizionamento del materiale originale, acquisizione ad alta risoluzione, controllo qualitativo delle immagini, metadatazione e applicazione di protocolli conservativi.

L’esperienza mostra come la digitalizzazione di grandi nuclei documentari richieda insieme metodo, continuità operativa e attenzione alla fragilità fisica degli originali.

PRIMA VIENE L’ORIGINALE

La qualità digitale dipende anche dalla cura materiale.

Valutazione preliminare, corretta movimentazione e ricondizionamento non sono attività accessorie: proteggono il bene lungo l’intero processo.

Materiali digitalizzabili

Libri e fascicoli · documenti d’archivio · fotografie · opere grafiche · planimetrie e disegni · materiali cartacei e pergamenacei.

Modalità, attrezzature e formati vengono definiti sulla base di dimensioni, legatura, fragilità, quantità e destinazione d’uso.

COLLEGAMENTO 01

Progetti

Casi concreti di digitalizzazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio.

COLLEGAMENTO 02

Servizi per enti e collezioni

Attività configurabili per musei, archivi, biblioteche e raccolte private.

COLLEGAMENTO 03

Ricerca e patrimonio

Dalla biblioteca storica dell’Antro a uno spazio dedicato alle fonti e alla memoria.

DOMANDE FREQUENTI

Digitalizzazione dei beni culturali: domande e risposte

Risposte essenziali per comprendere come si costruisce un progetto digitale rispettoso degli originali, organizzato e utilizzabile nel tempo.

Che cosa comprende la digitalizzazione dei beni culturali?

Non consiste nella sola scansione. Comprende valutazione e preparazione degli originali, acquisizione delle immagini, controllo qualità, denominazione e organizzazione dei file, produzione di master e derivati, metadatazione e predisposizione dei contenuti per la conservazione e la consultazione.

Quali materiali possono essere digitalizzati?

Libri, fascicoli, documenti d’archivio, fotografie, opere grafiche, planimetrie, disegni, carte sciolte, pergamene e altri materiali documentari. Metodo, illuminazione, supporti e attrezzature vengono scelti in base a formato, tecnica, legatura, fragilità e stato di conservazione.

Come vengono protetti gli originali durante l’acquisizione?

Il lavoro parte dalla valutazione conservativa. Movimentazione, apertura, appoggio e posizionamento vengono calibrati sul bene; quando necessario si utilizzano supporti e sistemi di ripresa che riducono stress meccanici, pressione e manipolazioni. Le criticità vengono documentate prima e durante l’intervento.

Qual è la differenza tra scansione e digitalizzazione professionale?

Una scansione produce un’immagine. Un progetto professionale definisce finalità, risoluzione, gestione del colore, formati, nomenclatura, criteri di qualità, file master e derivati, metadati, conservazione e modalità di accesso. I contenuti restano così coerenti, tracciabili e riutilizzabili.

Che cosa sono i metadati e una Digital Library?

I metadati descrivono e collegano gli oggetti digitali: identificazione, provenienza, struttura, diritti e rapporto tra originale e copie. In una Digital Library sostengono ricerca, gestione, interoperabilità e accesso. Standard e livello descrittivo vengono scelti in base alla natura e al contesto della collezione.

A chi è rivolto il servizio?

A musei, archivi, biblioteche, enti culturali, comuni, fondazioni, progetti di ricerca e collezioni private. Il lavoro può riguardare progetti pilota, singoli fondi, campagne continuative oppure il recupero e la riorganizzazione di digitalizzazioni pregresse.

Vuoi trasformare un fondo in una risorsa digitale accessibile?

Raccontami tipologia, quantità, stato dei materiali e obiettivo del progetto.

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