Il linguaggio delle pietre – Furio Jesi (1978). Milano: Rizzoli, 195 p. : ill. ; 25 cm.

Un viaggio inconsueto attraverso l’Italia, alla ricerca di antiche ed enigmatiche culture: è quanto propone questo libro, che però offre anche altre occasioni di scoperta. Di là dalle misteriose “grandi pietre” – osservatori astronomici della preistoria, luoghi di culto, statue che rappresentano uomini e donne senza bocca -, affiora il mondo dell’età del bronzo in Europa e nel Vicino Oriente. E’ un quadro nuovo, che si è venuto costruendo negli ultimi vent’anni: a differenza da quanto si era sempre creduto, grandi monumenti megalitici esistevano anche prima che sorgessero le Piramidi..

Furio Jesi (Torino, 19 maggio 1941 – Genova, 17 giugno 1980) è stato uno storico, critico letterario, saggista, germanista, archeologo e accademico italiano. Fin da giovanissimo, compie ricerche di archeologia e storia delle religioni nell’ambito mediterraneo. Dall’esperienza derivano una serie di studi sul mondo dell’antico Egitto e dell’antica Grecia, studi vertenti su temi mitologici e su alcune forme assunte dai culti misterici. Jesi si interessa successivamente alla sopravvivenza dei miti nella cultura moderna, e a problemi di pertinenza antropologica, filosofica ed estetica.Considera proprio maestro soprattutto il mitologo Károly Kerényi, dal cui umanesimo prenderà poi man mano le distanze. All’interesse per la “scienza del mito” e per il funzionamento della “macchina mitologica” Jesi affianca una rilevante attività di traduttore, di consulente per diverse case editrici italiane.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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