La caverna degli antichi – T. Lobsang Rampa (1976). Roma: Astrolabio, 177 p. ; 21 cm.

T. Lobsang Rampa non ha bisogno di presentazione per il lettore occidentale; dopo la pubblicazione de Il terzo occhio, il suo nome è ormai familiare a chiunque si interessi all’oriente ed è inscindibile in particolare dal mondo segreto e misterioso del Tibet. Questo libro in cui sono descritte le esperienze straordinarie e quotidiane di un giovane monaco in un monastero tibetano, offre al lettore un quadro della vita sugli altipiani del Tibet come è vista attraverso gli occhi di un giovane, ingenuo e spontaneo come tutti i giovani, ma dotato di qualità eccezionali. Da questa storia avventurosa e appassionante, ambientata in un mondo segreto e irraggiungibile, il lettore apprenderà quanto la saggezza degli Antichi può essere d’insegnamento su questioni come il significato della vita, il timore della morte, il rapporto tra mente e cervello, l’ipnosi, la telepatia, la chiaroveggenza e la reincarnazione. Gli insegnamenti di questo libro nascono dalla saggezza degli Antichi, ed è la saggezza che si trova scritta sulle piramidi egiziane, nei templi delle Ande e nel massimo deposito di saggezza occulta del mondo, gli altipiani del Tibet.

Tuesday Lobsang Rampa, all’anagrafe Cyril Henry Hoskin (Plympton, 8 aprile 1910 – Calgary, 25 gennaio 1981), è stato uno scrittore britannico. Divenne noto al pubblico britannico nel 1956 con la pubblicazione del suo libro Il terzo occhio (The third eye), uscito in Italia due anni dopo. L’autore sosteneva di essere un lama tibetano che raccontava le proprie esperienze vissute in un monastero in Tibet nel quale aveva vissuto fin dall’età di 7 anni.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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