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I nostri libri

Dialoghi con un sacerdote egizio. L’iniziazione – Daniele Pellegrino (2025). Youcanprint, 190 p. ; 10 x 15 cm. “Dialoghi con
Il Grimorio degli Spiriti di Natura: La Magia del Piccolo Popolo – A. Picchio Verde e Aindreas Fàél (2022). Genova:
Popular stories of ancient Egypt – Gaston Maspero (1915). New York: G.P. Putnam’s Sons, 316 p. The tales of ancient
Fools Crow – Thomas E. Mails (1990). Lincoln: University of Nebraska Press, 294 p. Frank Fools Crow, a spiritual and
L’esoterismo: storia e significati – Antoine Faivre (1992). Carnago: SugarCo, 175 p. ; 21 cm. La più trascurata delle mutazioni
L’enigma umano – Carl Du Prel; prefazione e classificazione analitica di Gastone De Boni; traduzione dal tedesco (1943). Verona: L’Albero,
Miti e leggende degli indiani d’America – Richard Erdoes e Alfonso Ortiz (1989). Milano: Edizioni Paoline, 699 p. : ill.
Gli aspetti magico-religiosi di una cultura subalterna italiana – Alfonso Maria Di Nola (1980). Torino: Boringhieri, 313 p. : ill.
Romagna celtica – Anselmo Calvetti; con un saggio di Eraldo Baldini sulla festa di Halloween (1999). Ravenna: Longo, 190 p.
I racconti di Mamma l’Oca – Charles Perrault (1957). Torino: Einaudi, 327 p. ; 20 cm. Cappuccetto Rosso, Pelle d’Asino,
Frammenti di un insegnamento sconosciuto: la testimonianza degli otto anni di lavoro di Ouspensky come discepolo di Gurdjieff – Piotr
Il diagramma magico – Gustav Meyrink (1983). Roma: Basaia, 152 p. ; 21 cm. l diagramma magico è una raccolta di
Le esperienze di confine e la vita dopo la morte – Filippo Liverziani (1986). Roma: Edizioni Mediterranee, 223 p. ;
Sette anime dell’antica Roma: comunicazioni medianiche al vaglio critico – Filippo Liverziani (1989). Gardolo, Trento: L. Reverdito, 249 p. ;
La storia della magia: con una esposizione chiara e precisa delle sue regole, dei suoi riti e dei suoi misteri;
Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda – Gabriella Agrati, Maria Letizia Magini (1985). Milano: Edizioni CDE, 731 p.
Il mondo sotterraneo degli Etruschi – Giovanni Feo (2005). Genova: ECIG, 185 p. : ill. ; 22 cm. Presso luoghi
Il popolo che sconfisse la morte: gli etruschi e la loro lingua – Giovanni Semerano; a cura di Maria Felicia
Ermetismo del Rinascimento – Eugenio Garin; prefazione di Michele Ciliberto (2006). Pisa: Edizione della Normale, 79 p. ; 17 cm.
La leggenda di Robin Hood: sulle tracce dell’eroe fuorilegge e delle sue generose imprese – Graham Phillips, Martin Keatman (1996).
Le ballate di Robin Hood – a cura di Nicoletta Gruppi (1991). Torino: Einaudi, 135 p. ; 20 cm. Robin
Esiste l’Aldilà: un’eccezionale testimonianza rigorosamente documentata – Lino Sardos-Albertini (1986). Trento: Luigi Reverditio Editore, 191 p. : ill. ; 22
Her-Bak Cecio – Isha Schwaller de Lubicz; premessa di Alessandro Boella e Antonella Galli ; traduzione di Igor Legati (2003).
L’apertura del cammino – Isha Schwaller de Lubicz (2003). Milano: Riza, 356 p. ; 21 cm. Isha Schwaller De Lubicz
Vedrai mirabilia: un libro di magia del Quattrocento – Florence Gal, Jean-Patrice Boudet, Laurence Moulinier-Brogi (2017). Roma: Viella, 470 p.,
La religione degli Etruschi: divinità, miti e sopravvivenze – Giovanni Feo (2011). Arcidosso: Effigi, 94 p. : ill. ; 21
Robin Hood – Alexandre Dumas (1948). Milano: Lucchi, 280 p. ; 18 cm. Paladino della giustizia e difensore dei deboli,
L’esoterismo cristiano e San Bernardo – René Guénon (1997). Carmagnola: Arktos, 166 p., \4! c. di tav. : ill. ;
L’ esoterismo di Dante – René Guénon (1971). Roma: Atanòr, 78 p. ; 22 cm. Dopo aver esaminato analogie e
Il grande viaggio nei mondi danteschi: iniziazione ai misteri maggiori – Emma Cusani (1993). Roma: Edizioni Mediterranee, 354 p. ;

Dialoghi con un sacerdote egizio. L’iniziazione – Daniele Pellegrino (2025). Youcanprint, 190 p. ; 10 x 15 cm.

“Dialoghi con un sacerdote egizio. L’iniziazione” di Daniele Pellegrino è un saggio esoterico che intreccia le conoscenze dell’antico Egitto con una profonda ricerca spirituale contemporanea. La storia vede come protagonista Daniele, un giovane studente universitario italiano, mentre si immerge nella stesura della sua tesi sul “Libro dei Morti”, uno tra i testi più sacri e iniziatici dell’antico Egitto. Ciò che inizia come una semplice ricerca accademica si trasforma rapidamente in un viaggio spirituale e di iniziazione personale, grazie all’incontro con Haani Alessandro El Kattan, un uomo misterioso e affascinante, esperto di Egittologia e conoscitore dei segreti esoterici di questa antica civiltà. Haani si rivela essere molto più di un semplice esperto e ricercatore appassionato: egli è un vero e proprio iniziato ai misteri dell’antico Egitto, capace di guidare Daniele attraverso un percorso di crescita spirituale. Attraverso una serie di incontri e dialoghi intensi, Haani introduce Daniele a una comprensione più profonda del “Libro dei Morti” e dei rituali che esso descrive. Questi dialoghi non sono semplici lezioni accademiche, ma momenti di profonda riflessione e scoperta, in cui Daniele inizia a vedere il mondo con occhi nuovi, comprendendo la connessione tra il visibile e l’invisibile, tra la vita e la morte.

Daniele Pellegrino (pseudonimo di Hasan Andrea Abou Saida) è un esoterista, ricercatore storico-archeologico indipendente, consulente librario e scrittore. Da oltre dieci anni conduce studi e ricerche approfondite su esoterismo, magia, spiritualità, tradizioni iniziatiche, dottrine filosofico-religiose e folklore, con un particolare interesse per le conoscenze e i rituali più antichi delle culture indoeuropee.
È autore di numerosi articoli pubblicati sul sito L’Antro di Thoth e di diversi libri, tra cui “Un viaggio ad Avalon” (Anguana Edizioni, 2020), Il Grimorio degli Spiriti di Natura (Unsolocielo Edizioni, 2022), scritto in collaborazione con Andrea Picchio Verde, e Dialoghi con un sacerdote egizio. L’iniziazione (Youcanprint, 2025).

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Il Grimorio degli Spiriti di Natura: La Magia del Piccolo Popolo – A. Picchio Verde e Aindreas Fàél (2022). Genova: Edizioni Unsolocielo, 204 p. ; 14,80 x 21 cm.

Tutti gli abitanti del Piccolo Popolo, (Fate, Folletti, Ninfe e tutti gli Spiriti degli Alberi), vivono e danno vita a tutta la meravigliosa Natura che ci circonda. Ma concedono la loro saggezza ed i loro favori solo a chi, emancipato dall’ottuso antropocentrismo, incarna umiltà, purezza di cuore e sincero rispetto per tutte le forme di vita.

In questo libro davvero unico, le leggende e le testimonianze ci raccontano della loro costante presenza intorno a noi e i diversi rituali, ci conducono, prendendoci per mano, direttamente dentro i loro regni, che rappresentano l’Anima di Madre Terra.

Incontrare l’Albero Maestro di un bosco, far entrare nella propria vita la poesia e la musica delle Fate, riconoscere la regalità di una Quercia, come scoprire in una pigna un tempio sacro, sono tutte tappe di un viaggio dentro l’essenza della Vita e di sé stessi.

Solo quando si comprende che ogni desiderio porta con sé un suo prezzo ed un suo momento, si può arrivare ad espandere la propria sensibilità fino a raggiungere questi Esseri meravigliosi, divenendo quello che ognuno di noi dovrebbe essere: un custode premuroso di tale bellezza.

A. Picchio Verde è un esoterista ed artista marchigiano appassionato di Magia Naturale. Da sempre ha avuto la fortuna di vivere a contatto con il bosco, ricevendo informazioni fin da tenera età dal Popolo delle Colline sull’uso di piante, alberi ed elementi spirituali. La sua formazione esoterica è avvenuta in parte nella Wicca Tradizionale Gardneriana / Alexandriana, mentre parallelamente è stato formato nelle pratiche della stregoneria popolare italiana. Oggi A. Picchio Verde porta i suoi insegnamenti in varie parti del mondo tra cui New York, Galizia (Spagna), Rep. Dominicana e Italia.

Aindreas Fàél (pseudonimo di Hasan Andrea Abou Saida) è un esoterista, ricercatore storico-archeologico indipendente, consulente librario e scrittore. Da oltre dieci anni conduce studi e ricerche approfondite su esoterismo, magia, spiritualità, tradizioni iniziatiche, dottrine filosofico-religiose e folklore, con un particolare interesse per le conoscenze e i rituali più antichi delle culture indoeuropee.
È autore di numerosi articoli pubblicati sul sito L’Antro di Thoth e di diversi libri, tra cui “Un viaggio ad Avalon” (Anguana Edizioni, 2020), Il Grimorio degli Spiriti di Natura (Unsolocielo Edizioni, 2022), scritto in collaborazione con Andrea Picchio Verde, e Dialoghi con un sacerdote egizio. L’iniziazione (Youcanprint, 2025).

Popular stories of ancient Egypt – Gaston Maspero (1915). New York: G.P. Putnam’s Sons, 316 p.

The tales of ancient Egypt have for centuries delighted and spurred the imagination of anyone who loves a good story, yet sadly, many of these tales have fallen into obscurity over the years. Now these stories have been brought back to life for a new generation of readers.

When first published in 1882, the folktales collected in Popular Stories of Ancient Egypt comprised the first anthology of ancient Egyptian narratives ever to be compiled into book form. The culmination of a life’s work by Gaston Maspero, a towering figure of nineteenth-century Egyptology, it presented a wealth of information on Egyptian culture, language, history, and society. Since its publication, additional texts have been discovered, deciphered, or translated into modern languages. The present collection is made up of twenty-four tales gleaned from countless ancient written sources, and from a variety of historical periods. It contains some of the most ancient folktales in existence, such as The Tale of the Two Brothers, thought to be the oldest in the world. Other stories include King Khufui and the MagiciansThe Lamentations of the FellahThe Shipwrecked SailorThe Adventure of Satni-Khamois with the MummiesThe Doomed Prince, and The Story of Rhampsinitus.

Sir Gaston Maspero (1846-1916) was a leading expert on Egyptian art and the Head of the Antiquities Service in Cairo for twenty years.

The book, published by G.P. Putnam’s Sons, is available in PAPER VERSION and digital PDF.

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Fools Crow – Thomas E. Mails (1990). Lincoln: University of Nebraska Press, 294 p.

Frank Fools Crow, a spiritual and civic leader of the Teton Sioux, spent nearly a century helping those of every race. A disciplined, gentle man who upheld the old ways, he was aggrieved by the social ills he saw besetting his own people and forthright in denouncing them. When he died in 1989 at the Pine Ridge Reservation in South Dakota, he was widely loved and respected. 

Fools Crow is based on interviews conducted in the 1970s. The holy man tells Thomas E. Mails about his eventful life, from early reservation days when the Sioux were learning to farm, to later times when alcoholism, the cash economy, and World War II were fast eroding the old customs. He describes his vision quests and his becoming a medicine man. His spiritual life—the Yuwipi and sweatlodge ceremonies, the Sun Dance, and instances of physical healing—is related in memorable detail. And because Fools Crow lived joyfully in this world, he also recounts his travels abroad and with Buffalo Bill’s Wild West show, his happy marriages, his movie work, and his tribal leadership. He lived long enough to mediate between the U.S. government and Indian activists at Wounded Knee in 1973 and to plead before a congressional subcommittee for the return of the Black Hills to his people.

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L’esoterismo: storia e significati – Antoine Faivre (1992). Carnago: SugarCo, 175 p. ; 21 cm.

La più trascurata delle mutazioni epocali contemporanee e anche delle più profonde: le nuove spiritualità, comunque le si voglia chiamare, coinvolgono decine di milioni di persone. Per comprendere questi fenomeni, occorre non trascurare le loro radici che vanno dalle grandi religioni orientali alle correnti del millenarismo e dell’occultismo che percorrono sommerse tutta la storia dell’Occidente.

Antoine Faivre è professore emerito all’École Pratique des Hautes Études (Studi religiosi) a Sorbona. Ha pubblicato molti libri, tra cui Access to Western Esoterism e The Golden Fleece and Alchemy, entrambi pubblicati anche da SUNY Press. Christine Rhone ha tradotto numerosi suoi libri, tra cui Faivre’s Theosophy, Imagination, Tradition: Studies in Western Esotericism, pubblicato anche da SUNY Press.

L’enigma umano – Carl Du Prel; prefazione e classificazione analitica di Gastone De Boni; traduzione dal tedesco (1943). Verona: L’Albero, 166 p. ; 22 cm.

L’Autore riconosce che lo studio dei fenomeni supernormali dello spirito conduce alla dimostrazione della esistenza di un’anima spirituale. La persona umana però non risiede tutta nella coscienza normale; esiste in noi una personalità profonda, extra-fisiologica, che emerge in particolari condizioni corporali, e che costituisce la nostra “coscienza trascendentale”.
Se abbiamo in noi un tale essere superiore, un essere spirituale che partecipa di caratteri che dalla materia non derivano né possono derivare, allora dobbiamo interpretare l’esistenza dei suoi sensi spirituali – causa dei fenomeni della conoscenza extra-sensoriale – come necessaria al proprio scopo: che è quello di esercitarli nell’ambiente che ci attende, cioé l’ambiente spirituale.
Di fronte a un tale stato di cose, né la filosofia né la religione possono rimanere indifferenti. Nella prima la metapsichica introduce dati assolutamente originali, come la dimostrazione della esistenza dell’anima, la sua spiritualità, la sua indipendenza dal corpo; nella seconda apporta elementi sperimentalmente dimostrabili, come la sopravvivenza intesa quale patrimonio inviolabile degli esseri umani, l’esistenza di un mondo spirituale che tutti ci attende indipendentemente da ogni confessione o razza, l’unità spirituale della intera umanità.
La sola enunciazione di questi problemi, indica già in che modo noi dobbiamo accostarci al libro di Carlo Du Prel.

Karl Ludwig August Friedrich Maximilian Alfred, Freiherr von Prel, o, in francese, Carl Ludwig August Friedrich Maximilian Alfred, Baron du Prel (3 aprile 1839 Landshut, Germania – 4 agosto 1899 Heiligkreuz, Austria), è stato un filosofo e scrittore tedesco sul misticismo e l’occulto. Nella letteratura è diventata consuetudine riferirsi a lui sotto varie forme francesi abbreviate del suo nome, di solito “Carl Du Prel“, “Baron Carl Du Prel” o semplicemente “Baron Du Prel“.

Miti e leggende degli indiani d’America – Richard Erdoes e Alfonso Ortiz (1989). Milano: Edizioni Paoline, 699 p. : ill. ; 22 cm.

Coraggiosi guerrieri e vecchi, terribili stregoni, ragazze sventate e creature dispettose, animali parlanti e spiriti supremi. Più di centocinquanta leggende, provenienti da un’ottantina di tribù, che raccontano i miti, le credenze, i costumi e le speranze dei liberi uomini delle grandi pianure americane.

Richard Erdoes (1912–2008) è stato uno scrittore, illustratore ed etnografo di origine austro-ungherese naturalizzato statunitense, noto soprattutto per il suo lavoro di raccolta, traduzione e divulgazione delle tradizioni orali dei popoli nativi del Nord America. Dopo una formazione artistica in Europa e un’emigrazione negli Stati Uniti, Erdoes dedicò gran parte della sua vita allo studio delle culture indigene, vivendo a stretto contatto con diverse comunità e assumendo il ruolo di mediatore culturale tra il mondo nativo e il pubblico occidentale.

Alfonso Ortiz (1939–1997), antropologo statunitense di origine Pueblo (Acoma), è stato uno dei più autorevoli studiosi nativi delle religioni, delle cosmologie e delle strutture simboliche dei popoli indigeni del Sud-Ovest americano. Professore di antropologia e figura centrale nel dibattito sul recupero della voce indigena negli studi accademici, Ortiz ha unito rigore scientifico e conoscenza iniziatica interna alle tradizioni che studiava.

Gli aspetti magico-religiosi di una cultura subalterna italiana – Alfonso Maria Di Nola (1980). Torino: Boringhieri, 313 p. : ill. ; 21 cm.

Gli strumenti analitici del neomarxismo – all’incontro tra canoni storico-materialistici e metodi antropologici – sono qui diretti a interpretare tre campioni del patrimonio religioso e magico dei ceti rurali italiani: il culto dei serpenti, i rituali del bue genuflesso, l’allevamento sacrale del maiale di sant’Antonio abbate, tutti appartenenti a una cultura abruzzese coinvolta nei processi di rifondazione industriale. Immagini arcaiche che a una lettura critica si rivelano per quel che sono, frammenti di articolate visioni del mondo sorte dal retroterra economico e politico della società contadina-meridionale. La ricerca segue gli spaccati diacronici dei culti, ne ricompone la storia silenziosa ai margini della produzione colta, nascosta nelle pieghe dei documenti d’archivio, fino all’esito moderno: il revival spontaneo delle feste. Un fenomeno quest’ultimo di cui si può ora comprendere il significato: quello di un recupero d’identità umana da parte di folle rurali che la violenza neocapitalistica proietta nel tessuto intersecato della città e della sua dinamica consumistica.

Alfonso Maria Di Nola (Napoli, 9 gennaio 1926 – Roma, 17 febbraio 1997) è stato un antropologo, storico delle religioni e saggista italiano. Cresciuto a Gragnano, è conosciuto per la sua opera di studioso di Storia delle religioni e di antropologia religiosa. Storico delle religioni e antropologo ha insegnato nelle Università di Siena e di Roma e all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Dopo gli studi sugli apocrifi cristiani e sul misticismo ebraico, si è occupato di religiosità popolare (1976), di folclore italiano (1983, 1994) e della figura del diavolo (1987).

Romagna celtica – Anselmo Calvetti; con un saggio di Eraldo Baldini sulla festa di Halloween (1999). Ravenna: Longo, 190 p. ; 23 cm.

A iniziare dal VII secolo a.C. genti celtiche calarono, in più ondate, dai passi alpini nella Traspadana centro-occidentale e, nel IV secolo, Boi e Senoni penetrarono nella Cispadania e raggiunsero la costa adriatica, dalle foci del Po sino al fiume marchigiano Esino. Per due secoli si protrassero gli scontri fra i Celti cisalpini e la Repubblica romana, che si conclusero nel 191 a.C. con la definitiva resa dei Boi. L’apporto delle genti celtiche alla formazione delle popolazioni dell’Alta Italia si rileva ancora oggi dalla toponomastica, dai dialetti (detti “gallo-italici”) ed, in genere, dalle tradizioni popolari.

Anselmo Calvetti (1924 – 2016) è stato uno dei massimi studiosi del folclore e delle tradizioni della Romagna. Ha pubblicato Antichi miti di Romagna (Rimini Maggioli, 1987), I Celti in Romagna (Ravenna, Longo, 1991), Alle origini di miti, fiabe e leggende, Teodorico e altri protagonisti (Ravenna, Longo, 1995). Ha collaborato a numerose riviste quali “Lares”, “Studi Romagnoli”, e molti altre.

I racconti di Mamma l’Oca – Charles Perrault (1957). Torino: Einaudi, 327 p. ; 20 cm.

Cappuccetto Rosso, Pelle d’Asino, Cenerentola, la Bella Addormentata, il Gatto con gli stivali, Pollicino, Barbablù, sono i personaggi che hanno fatto di Charles Perrault, vissuto nel cuore della vita politica e letteraria della Francia di Luigi XIV, un “grande” della fiaba. Raccolte dalla tradizione popolare, filtrate sino ad ottenere una funzionale economia di effetti e di emozioni, ricche dei necessari ingredienti (l’orrore, ma anche il grottesco, l’ironia, gli squarci descrittivi), le fiabe di Perrault conobbero presto una vasta fortuna, e furono diffuse ovunque dai venditori ambulanti di almanacchi e libretti.

Charles Perrault (Parigi, 12 gennaio 1628 – Parigi, 16 maggio 1703) è stato uno scrittore francese, membro (al seggio numero 23) dell’Académie française dal 1671, e autore del celebre libro di fiabe Histoires ou contes du temps passé, avec des moralités, noto anche come Contes de ma mère l’Oye (it. I racconti di Mamma Oca), raccolta di undici fiabe fra cui Cappuccetto Rosso, Barbablù, La bella addormentata, Pollicino, Cenerentola e Il gatto con gli stivali.

Frammenti di un insegnamento sconosciuto: la testimonianza degli otto anni di lavoro di Ouspensky come discepolo di Gurdjieff – Piotr Demianovich Ouspensky (1976). Roma: Astrolabio, 451 p. : ill. ; 22 cm.

“Frammenti di un insegnamento sconosciuto” è una lucida esposizione dell’aspetto pratico dell’insegnamento di Gurdjieff. Un totale approfondimento dei problemi della vita e delle norme più dirette ed elementari per rendere migliore l’esistenza dell’uomo. È la testimonianza di otto anni di lavoro (dal 1915 al 1923) di Ouspensky, filosofo russo, come discepolo del mistico armeno G. I. Gurdjieff. Comunemente riconosciuta come la più completa esposizione del Sistema di Gurdjieff, questo libro è considerato fondamentale da molti seguaci contemporanei della Quarta Via, che lo utilizzano spesso per introdurre i nuovi studenti alle idee di Gurdjieff. Nel libro compare per la prima volta il simbolo dell’enneagramma. Nel libro l’autore ripercorre il processo di apprendimento del “Sistema” insegnato da George Gurdjieff, che lo portò in seguito a condurre diversi gruppi di ricerca e studio. In tutto il libro, Ouspensky non si riferisce esplicitamente al signor “Gurdjieff”, ma utilizza soltanto l’iniziale “G”. È comunque risaputo che il signor “G.” fosse George Gurdjieff, che insegnò al filosofo russo un antico sistema “esoterico” di auto-sviluppo comunemente noto come la Quarta Via.

Pëtr Dem’janovič Uspenskij (Mosca, 5 marzo 1878 – Lyne Place, 2 ottobre 1947) è stato un filosofo russo. Il suo pensiero combina la personale vocazione mistica alla riflessione analitica e psicologica. Nel periodo moscovita scrisse per numerosi giornali; fu particolarmente interessato all’idea della quarta dimensione (il tempo). Ebbe rapporti con il mistico greco armeno Georges Ivanovič Gurdjieff.

Il diagramma magico – Gustav Meyrink (1983). Roma: Basaia, 152 p. ; 21 cm.

l diagramma magico è una raccolta di scritti esoterici, saggi brevi e testi polemici di Gustav Meyrink, autore austriaco noto soprattutto per il romanzo Il Golem, ma figura centrale anche nel panorama dell’esoterismo europeo tra XIX e XX secolo. Il volume riunisce interventi nati in contesti diversi — articoli, riflessioni, appunti e scritti divulgativi — accomunati da uno sguardo lucido, ironico e profondamente critico verso il mondo dell’occulto, del misticismo organizzato e delle derive settarie.

Lontano da ogni spiritualismo ingenuo, Meyrink affronta temi come le società iniziatichele sette pseudo-esotericheil magnetismola medianitàla magia cerimoniale, smascherando con precisione chirurgica i meccanismi di potere, autosuggestione e manipolazione che spesso si celano dietro la pretesa conoscenza del “segreto”. La sua analisi è tanto più efficace perché nasce da un’esperienza diretta: Meyrink fu infatti profondamente immerso negli ambienti occultistici del suo tempo, frequentando logge, circoli teosofici, praticanti di yoga, alchimia e cabala.

Il “diagramma” evocato nel titolo non è un simbolo puramente astratto, ma rappresenta una mappa interiore, una struttura invisibile che governa la coscienza e i suoi stati. Per Meyrink, la vera iniziazione non passa attraverso rituali esteriori o gerarchie iniziatiche, bensì attraverso una trasformazione radicale della percezione, una disciplina interiore capace di spezzare l’illusione dell’io ordinario. In questo senso, il libro si colloca a metà strada tra saggio esotericocritica spirituale e manuale negativo dell’iniziazione, insegnando più per sottrazione che per accumulo di dottrine.

Uno degli aspetti più moderni dell’opera è il suo tono disincantato: Meyrink non risparmia sarcasmo e durezza verso i “ciarlatani della magia”, i falsi maestri, i medium compiacenti e gli ambienti che trasformano il sacro in spettacolo o in strumento di dominio psicologico. Questa posizione rende Il diagramma magico sorprendentemente attuale, anticipando molte delle critiche contemporanee ai movimenti spirituali manipolativi e alle derive new age.

Accanto alla demolizione dell’occultismo superficiale, emerge tuttavia una visione profonda e autentica della via interiore, intesa come risveglio della coscienza, esperienza diretta dell’invisibile e riconquista di una sovranità spirituale individuale. Meyrink dialoga implicitamente con le grandi correnti iniziatiche — dall’ermetismo alla mistica orientale, dalla cabala alla tradizione rosacrociana — senza mai ridurle a sistemi dogmatici.

Il diagramma magico è dunque un testo prezioso per chi si occupa di esoterismo in modo critico e consapevole: non un libro di formule o rituali, ma un’opera di discernimento, capace di distinguere tra autentica ricerca spirituale e illusione, tra conoscenza trasformativa e suggestione collettiva. Un libro che, più che offrire risposte, insegna a riconoscere le trappole del falso sacro e a orientarsi nel labirinto dell’occulto con lucidità e responsabilità.

Gustav Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer (Vienna, 19 gennaio 1868 – Starnberg, 4 dicembre 1932), è stato uno scrittore, traduttore, banchiere ed esoterista austriaco. Ha legato il suo nome all’opera esoterica Il Golem, che riprende una vecchia leggenda ebraica di Praga. In Italia si deve al filosofo Julius Evola la traduzione e diffusione di molte sue opere.

Le esperienze di confine e la vita dopo la morte – Filippo Liverziani (1986). Roma: Edizioni Mediterranee, 223 p. ; 22 cm.

In questo volume Filippo Liverziani rileva la continuità che esiste tra tutta una serie di fenomeni che, nel loro insieme, suggeriscono la sopravvivenza. Le esperienze fuori del corpo ci consentono di scoprire l’anima e di affermare la sua autonomia dal corpo fisico vivendola in prima persona. Viene, cosi, reso possibile un nuovo approccio sperimentale alla questione della sopravvivenza, che la vecchia filosofia occidentale ha affrontato in maniera fin troppo astratta. Un passo avanti è costituito dalle esperienze di pre-morte che hanno per testimoni quei soggetti che, dopo essere giunti sulla soglia della morte senza definitivamente varcarla, ritornano indietro e possono raccontarci quel che hanno provato e visto: quel che si può considerare una sbirciata nell’altra dimensione. Strettamente analoghe appaiono le esperienze di crisi della morte, quali vengono attestate nelle comunicazioni medianiche più affidabili. In chiara e netta continuità si rivelano le successive esperienze di vita dopo la morte. Le predette esperienze trovano tutte la loro documentazione in una vasta e varia letteratura che, analizzata con l’attenzione che merita, ci presenta un quadro concordante e coerente, che nella sostanza conferma in pieno o gli insegnamenti religiosi tradizionali. L’Autore, che aderisce alla tradizione cristiano-cattolica, evidenzia in particolare quanto in tali esperienze conferma la profonda verità del messaggio cristiano.

Filippo Liverziani, laureato in filosofia, ha insegnato nella Pontificia Università Gregoriana e nella Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» e attualmente dirige in Roma il Convivio, noto centro di studi e comunità di ricerca. Filosofo della religione e parapsicologo, è autore di sei volumi e di una cinquantina di saggi pubblicati su riviste specializzate. Nella foto appare con accanto la moglie Bettina, che è stata la «medium» delle esperienze riferite nel libro.

Sette anime dell’antica Roma: comunicazioni medianiche al vaglio critico – Filippo Liverziani (1989). Gardolo, Trento: L. Reverdito, 249 p. ; 22 cm.

Indovina chi viene stasera a farci visita: un antico romano!
Comunicazioni medianiche con sette anime trapassate della Roma antica: la cosa può apparire veramente incredibile. Poi, però, la conoscenza si approfondisce e diviene amicizia; questi sette personaggi in cerca di un autore che non li crei dal nulla, ma semplicemente li ascolti e ci dialoghi e infine – perchè no? – gli dedichi un libro, si rivelano in tutto ed in pieno sei uomini e una donna dell’Italia di duemila anni fa: Capua, Salernum, Tarentum, Mediolani, Etruria. Non sono personaggi né del Giulio Cesare di Shakespeare, né del Quo Vadis di Sienkiewicz e tanto meno di un kolossal americano del tipo La Tanica: paiono piuttosto venir fuori, vivissimi, dalle Satire di Orazio. Quando alla fine si traccia un consuntivo dell’esperienza, ci si conferma che tutto appare coerente fino all’ultimo dettaglio, non solo, ma che tante e tante sono le cognizioni storiche, linguistiche, di usi e costumi e di vita quotidiana che attraverso queste comunicazioni si sono potute apprendere. Anche dopo un esame critico rigorosissimo, l’idea di avere avuto, nel corso di due mesi, ben trentuno comunicazioni con anime dell’antica Italia appare, tutto considerato, un’ipotesi abbastanza ragionevole per chi, beninteso, la sappia accogliere con mente aperta, aliena da qualsiasi pregiudizio.

Filippo Liverziani, laureato in filosofia, ha insegnato nella Pontificia Università Gregoriana e nella Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» e attualmente dirige in Roma il Convivio, noto centro di studi e comunità di ricerca. Filosofo della religione e parapsicologo, è autore di sei volumi e di una cinquantina di saggi pubblicati su riviste specializzate. Nella foto appare con accanto la moglie Bettina, che è stata la «medium» delle esperienze riferite nel libro.

La storia della magia: con una esposizione chiara e precisa delle sue regole, dei suoi riti e dei suoi misteri; e sedici tavole fuori testo. Ristampa anastatica – Elifas Levi (1859). Roma: Atanòr, 362 p., [16] c. di tav. ; 22 cm.

Lo scopo essenziale, il fine ultimo al quale tendono il mago e la magia, in qualsiasi forma ed espressione, è la «volontà di potenza ». La Magia, infatti, secondo la definizione di Aleister Crowley, è l’arte di provocare cambiamenti conformi alla propria volontà. Secondo la tradizione magica, l’uomo è dotato di tre corpi, ciascuno dei quali funzionante su un diverso piano, o mondo: il corpo fisico, l’anima e lo spirito. Tali livelli non sono indipendenti, e determinate azioni condotte su uno di essi – secondo alcune precise modalità agiscono anche sugli altri, influenzandoli.

Eliphas Lévi, pseudonimo di Alphonse Louis Constant (Parigi, 8 febbraio 1810 – Parigi, 31 maggio 1875), è stato un esoterista francese. Fu il più famoso occultista e studioso di esoterismo dell’Ottocento.  Levi pubblicò il suo studio più importante chiamato Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56), un’opera dedicata all’analisi delle più diverse branche dell’esoterismo antico e moderno, che egli definì “scienze occulte”. Inoltre, Levi stabilì per la prima volta un rapporto preciso fra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi, da lui definiti “Arcani maggiori”, indicando in queste figure la chiave per la comprensione di tutti gli antichi dogmi religiosi. Dopo quest’opera capitale, Levi pubblicò numerosi altri volumi dedicati alle tradizioni magiche e diventò il punto di riferimento principale per gli studiosi di esoterismo, non soltanto in Francia.

Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda – Gabriella Agrati, Maria Letizia Magini (1985). Milano: Edizioni CDE, 731 p. ; 21 cm.

Re Artù, Ginevra, Lancillotto, mago Merlino e Parsifal sono solo alcuni dei tanti personaggi straordinari che popolano il ciclo arturiano, un insieme di racconti meravigliosi, alcuni molto lontani nel tempo e legati al paganesimo celtico, altri più recenti e influenzati dal cristianesimo. Artù, il re leggendario che fondò la Tavola Rotonda, è una delle figure più affascinanti della saga. Poco importa se sia davvero esistito: la sua nascita misteriosa, la sua spada invincibile Excalibur, il suo amore tormentato per Ginevra, il suo rapporto d’amicizia con il mago Merlino sono motivi mitologici dal profondo significato simbolico che avvincono e appassionano lettori di ogni età.

Il mondo sotterraneo degli Etruschi – Giovanni Feo (2005). Genova: ECIG, 185 p. : ill. ; 22 cm.

Presso luoghi ritenuti sacri quali boschi, sorgenti, grotte , templi rupestri e siti prodigiosi, gli Etruschi hanno lasciato il segno della loro misteriosa civiltà. L’assidua frequentazione di tali luoghi ha indotto l’Autore ad approfondire le proprie conoscenze oltre che su documenti esistenti, anche con un accurato lavoro di ricerca sul campo, tenendo conto di tutte quelle possibili deduzioni che, luoghi, monumenti, frammenti di antiche dottrine e mitologie, potessero favorire. La venuta dall’Oriente verso il Centro Italia di questo popolo dalle oscure origini, trova singolari motivazioni nel fine esoterico di un primordiale culto della Terra, regolato da una enigmatica élite di Re sacerdoti, i Lucumoni. Attraverso le mitiche figure di alcune divinità, Voltumna, Tages, Minerua, Dis, viene rievocato lo scenario simbolico di quel Pantheon etrusco e italico che, ereditando tradizioni e dottrine da Pelasgi, Egizi, Mesopotamici e Cretesi, ha costituito l’ultima presenza degli antichi Dèi sulla terra, prima della rivoluzione giudaico-cristiana e parallelamente alla fondazione di Roma. Quale segno tangibile di ciò che fu il senso superiore della vita per gli Etruschi restano le “porte dell’Oltretomba” di Pitigliano, Sorano, Sovana, Castel d’Asso, e così le vie cave, i tumuli-labirinti, gli interminabili cunicoli; ossia tutti quei misteriosi percorsi sotterranei, scavati fra le rocce, rivelanti i tratti arcani di una civiltà che visse il crepuscolo delle antiche dottrine cosmologiche e l’occultamento di una millenaria sacralità.

Giovanni Feo (Roma, 1949 – Orvieto, 16 giugno 2019) ha svolto per più di tre decenni un’estensiva ricerca sul campo, incentrata sulla geografia sacra del territorio etrusco e pre-etrusco. Autore rinomato, ha scoperto il tempio astronomico di Poggio Rota e la rete territoriale di allineamenti della valle del Fiora.

Il popolo che sconfisse la morte: gli etruschi e la loro lingua – Giovanni Semerano; a cura di Maria Felicia Iarossi (2003). Milano: Mondadori,  163 p., [8! c. di tav. : ill. ; 21 cm.

Semerano si misura con il tema della lingua etrusca, raccogliendo i frutti di un lungo lavoro di ricerca storica e filologica. La tesi centrale: l’etrusco è una koiné mediterranea, un incontro tra lingue di ceppo semitico, le cui radici sono da ritrovare nell’ampio e remoto orizzonte che va da Sumer a Babilonia, dall’Assiria a Ebla. Un complesso quadro storico colpevolmente ignorato dagli etruscologi del passato; un altro colpo inferto al falso mito dell’indoeuropeo; un nuovo, prezioso contributo alla discussione sulle origini delle lingue europee. In appendice viene offerta per la prima volta la traduzione definitiva, con testo a fronte, delle Lamine di Pyrgi e della Tavola di Cortona.

Giovanni Maria Semerano (Ostuni, 21 febbraio 1911 – Firenze, 20 luglio 2005) è stato un bibliotecario, filologo e linguista italiano, studioso delle antiche lingue europee e mesopotamiche. Autore di ampi dizionari etimologici di greco e latino in cui ha proposto una sua innovativa teoria delle origini della cultura europea, in base alla quale le lingue europee risultano così essere di provenienza mediterranea e fondamentalmente semitica.

Ermetismo del Rinascimento – Eugenio Garin; prefazione di Michele Ciliberto (2006). Pisa: Edizione della Normale, 79 p. ; 17 cm.

Il breve saggio “Ermetismo del Rinascimento” di Eugenio Garin mette bene in luce l’importanza della “prisca theologia” nel Rinascimento ed evidenzia bene come anche le pratiche magiche, alchemiche e astrologiche abbiano avuto un fondamento filosofico e teologico.

Eugenio Garin (Rieti, 9 maggio 1909 – Firenze, 29 dicembre 2004) è stato un filosofo e storico della filosofia italiano. Allievo del filosofo Ludovico Limentani, è considerato uno dei più autorevoli storici della filosofia e della cultura dell’Umanesimo e del Rinascimento vissuti nel Novecento, tanto da essere stato paragonato a Jacob Burckhardt da Delio Cantimori.

La leggenda di Robin Hood: sulle tracce dell’eroe fuorilegge e delle sue generose imprese – Graham Phillips, Martin Keatman (1996). Casale Monferrato: Piemme, 228 p. : ill. ; 22 cm.

Per molti secoli la leggenda di Robin Hood e della sua banda nascosta nella Foresta di Sherwood ha infiammato l’immaginazione popolare: ma chi fu veramente Robin Hood? Un abilissimo arciere, difensore dei poveri contro l’ingiustizia e la tirannide oppure un fuorilegge, un bandito a capo di una banda di briganti? Scavando negli archivi e tra gli antichi documenti della contea di Nottingham, Graham Phillips e Martin Keatman si sono messi sulle tracce del vero Robin Hood. Per scoprire l’uomo dietro al mito. Nell’Inghilterra del 1193, mentre Riccardo Cuor di Leone conduce i crociati alla riconquista del Santo Sepolcro, il fratellasto del re usurpa il trono e confisca i beni del Conte di Huntington che si ritira nella Foresta di Sherwood e si mette a capo di un gruppo di valorosi compagni: Maid Marian, Little John, Frate Tuck e gli altri. Forse qui sta l’origine del mito di Robin Hood. Ma secondo altri documenti, per la prima volta pubblicati in questo libro, Robin Hood fu un contadino rivoluzionario vissuto a York, nel Nord dell’Inghilterra, all’inizio del 1300. Mentre storia e leggenda si confondono nei secoli oscuri del Medioevo, una cosa sembra certa: i resti mortali del vero Robin Hood sarebbero sepolti vicino alla chiesa di Loxley, sotto una misteriosa pietra tombale.

Le ballate di Robin Hood – a cura di Nicoletta Gruppi (1991). Torino: Einaudi, 135 p. ; 20 cm.

Robin Hood: l’eroe infallibile, invincibile, che ruba ai ricchi per donare ai poveri. Questa, almeno, è l’immagine che di lui ci viene fornita dopo la rielaborazione romantica della leggenda e che viene tuttora riproposta dai film sul personaggio (ben due nel 1991). Ma diverso era il Robin Hood originario, quello delle opere anonime che, a partire dal XV secolo, hanno costituito il capostipite letterario di tutta la tradizione. Ecco dunque, proposto in questo libro, il “vero” Robin Hood: un semplice brigante specializzato nel rapinare i viaggiatori. Non è un eroe buono, né è mosso da improbabili motivazioni sociali. Però, qualcosa lo distingue dalla folla variopinta della malavita medievale: è il suo attenersi, o cercare di attenersi, ad alcune regole di comportamento ispirate a modelli cortesi. In questo modo Robin Hood ladro, Robin Hood “famoso assassino” tenta di sottrarre la propria esistenza a una dimensione negativa apparentemente ineluttabile. Le sue gesta sono la ricerca, se non l’affermazione, di una dignità umana che riscatti una vita marginale e degradata. “Le ballate di Robin Hood” offrono, dunque, un messaggio abbastanza semplice, ma di valore universale. Il loro fascino antico è tutto da riscoprire ed è sempre attuale, come vive e attuali sono le ragioni etiche e umane che ne stanno alla base.

Nicoletta Gruppi è una studiosa e curatrice editoriale italiana, specialista di letteratura medievale inglese e di tradizione balladistica anglosassone. La sua attività si colloca nell’ambito della filologia, della storia letteraria e della trasmissione delle forme narrative popolari, con particolare attenzione al rapporto tra oralità e scrittura, tra cultura colta e cultura folklorica.

Esiste l’Aldilà: un’eccezionale testimonianza rigorosamente documentata – Lino Sardos-Albertini (1986). Trento: Luigi Reverditio Editore, 191 p. : ill. ; 22 cm.

La straordinaria testimonianza del colloquio tra un padre e un figlio, oltre i limiti della morte.
«Tutto ebbe origine quando, nel giugno del 1981, avenne un fatto terribile per la mia famiglia…», cosi introduce la sua testimonianza Lino Sardos Albertini. Andrea, il figlio ventiseienne in procinto di laurearsi in legge, parte da casa per qualche giorno di vacanza prima dell’ultimo esame… «Da quel momento non abbiamo più avuto da lui nessuna notizia». La scomparsa getta il padre in uno sconforto disperato. Circa due anni dopo, quasi casualmente, entra in contatto con una sensitiva, la signora Anita e, attraverso di lei, riesce a comunicare col figlio che gli rivela di essere stato assassinato a Torino durante una rapina. Segue un periodo di affannosa ricerca del corpo, localizzato nel Parco del Valentino, alle rive del Po; ricerca che si rivelerà in sé infruttuosa ma in realtà fecondissima perché nel lungo, amorevole dialogo tra padre e figlio – attraverso la medium – si viene definendo il vero scopo di quel rapporto ritrovato: annunciare al mondo che esiste l’aldilà.
Lino Sardos Albertini accetta di sostenere la “missione” di Andrea e il risultato è questo libro. Fatti, circostanze, prove, segni vi sono descritti con commovente scrupolo, lo stesso che induce a riportare i “verbali” dei colloqui, così inquietanti e meravigliosi, tra l’aldilà e l’aldiquà.
Nello stesso tempo l’ansia religiosa spinge il padre a sottoporre al vaglio della Chiesa, e della propria coscienza cristiana, ogni aspetto di un’esperienza di cui è pronto a riconoscere le insidie. Infine il dramma della morte del figlio si trasforma, da scandalo e inaccettabile tormento, in mistero di fede. Una storia avvincente di dolore, di fede e di speranza, un annuncio rivolto al mondo: esiste l’aldilà.

Andrea Sardos Albertini (Trieste, 29 luglio 1955 – Torino, giugno 1981) è stato un pallavolista italiano, di ruolo schiacciatore, ma certamente più noto per le circostanze della sua scomparsa nei primi anni ottanta, oggetto sia di un lungo caso di cronaca e, soprattutto, di alcuni dibattiti nella ricerca sui fenomeni paranormali.

Her-Bak Cecio – Isha Schwaller de Lubicz; premessa di Alessandro Boella e Antonella Galli ; traduzione di Igor Legati (2003). Vicenza: N. Pozza, 443 p. : ill. ; 20 cm.

Her-Bak Cecio sembra un ragazzo egiziano come tanti: di umili origini, curioso, intelligente e vivace. In realtà, è un prescelto. Della sua educazione si occupa, infatti, a sua insaputa, un misterioso vecchio, un Sacerdote del Tempio, il simbolo della millenaria sapienza dell’Egitto. Passando gradualmente prima attraverso gli ammaestramenti della natura, poi del lavoro artigianale e della scuola, Her-Bak Cecio riesce così ad andare oltre la semplice intelligenza cerebrale e a liberare l’ <<intelligenza del cuore», la sola che permetta la conoscenza delle cause, e la vera comprensione e realizzazione del divino che è in noi. Attraverso un’accurata ricostruzione della vita quotidiana, del pensiero e della religione dell’Alto Egitto nell’età faraonica, Isha Schwaller de Lubicz ci conduce davanti ai misteri del Tempio, dov’è custodita la più antica sapienza del mondo.

Isha Schwaller del Lubicz (1885-1963) fu allieva, poi moglie e stretta collaboratrice del teosofo ed egittologo René Adolphe Schwaller (colui che scoprì il segreto dell’architettura iniziatica faraonica). Stabilitasi con il marito in Egitto nel 1939, mentre un giorno si riposava all’ombra di un mastaba, ricevette la rivelazione dell’interpretazione simbolica dei geroglifici. Dopo aver scritto una Contribution a l’Egyptologie, si dedicò alla composizione di due romanzi iniziatici ambientati nell’antico Egitto: HerBak Cecio e Her-Bak discepolo, entrambi pubblicati in Italia da Neri Pozza.

L’apertura del cammino – Isha Schwaller de Lubicz (2003). Milano: Riza, 356 p. ; 21 cm.

Isha Schwaller De Lubicz espone il percorso che l’individuo deve compiere per trovare risposta alla domanda cruciale: “Chi sono io?” L’uomo è governato da leggi analoghe a quelle dell’Universo.

Ciò fa sì che ogni organo del corpo fisico corrisponda a facoltà interiori e che queste due realtà si influenzino reciprocamente. L’autrice indica con straordinaria nitidezza le lotte, gli ostacoli, i dubbi e le incertezze che il ricercatore deve superare per diventare padrone dei propri automatismi, impulsi ed emozioni, per giungere a una piena libertà di coscienza.

Solo così è possibile risvegliare il “germe immortale” che è sepolto dentro ognuno di noi.

Jeanne Germain nacque nel 1885. Ricevette il nome iniziatico di Isha da Renè Adolphe Schwaller de Lubicz, del quale fu discepola e che sposò nel 1927. Isha trasmise il significato nascosto dei geroglifici dell’alfabeto egizio al marito, accendono avuto la rivelazione completa in due momenti successivi. Ciò permise alla coppia di riscoprire il senso segreto dell’insegnamento egiziano e scrivere opere fondamentali sull’argomento. Morì nel 1962.

Vedrai mirabilia: un libro di magia del Quattrocento – Florence Gal, Jean-Patrice Boudet, Laurence Moulinier-Brogi (2017). Roma: Viella, 470 p., [3] carte di tav. : ill. ; 21 cm.

Nel 1446 l’amanuense principale del manoscritto italiano 1524 della Bibliothèque nationale de France finisce il suo lavoro: questo manoscritto di 236 fogli di pergamena, adornato di miniature di fattura lombarda, offre similitudini con codici appartenuti al duca di Milano Filippo Maria Visconti.

Il volume, che sembra essere il risultato di una richiesta di traduzioni, dal latino all’italiano, da parte di un membro laico della corte ducale, raccoglie una quindicina di testi di astrologia e soprattutto di magia, tra i quali una Necromantia con quasi 250 experimenti e una traduzione del trattato di magia rituale Clavicula Salomonis. Tratto originale del volume è la preponderanza della tematica della magia amorosa, in particolare nella Necromantia, di cui i due terzi degli experimenti si riferiscono all’amore e alla sessualità.

Questo libro propone un’edizione del manoscritto, preceduta da un’ampia introduzione che descrive questo codice unico nel suo genere e il suo contesto, analizzando le operazioni magiche e le loro motivazioni. L’edizione del testo è seguita da vari indici che permettono al lettore di orientarsi nel dedalo dei testi e delle ricette.

Florence Gal (1979-2012) ha scritto una tesi di laurea e un DEA dell’Università Paris X-Nanterre su questo manoscritto. A lei si deve la prima stesura della trascrizione.

Jean-Patrice Boudet è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Orléans.

Laurence Moulinier-Brogi è professoressa ordinaria di Storia medievale all’Università Lumière – Lyon 2.

La religione degli Etruschi: divinità, miti e sopravvivenze – Giovanni Feo (2011). Arcidosso: Effigi, 94 p. : ill. ; 21 cm.

Nella lotta alla stregoneria di medievale memoria, ciò che venne reputato “diabolico” non fu altro che la riemersione di antiche tradizioni etrusche, vive nello spirito e nelle pratiche del popolo delle campagne. Nell’isolamento di regioni boschive e montane, il culto di una Grande Dea della terra aveva trovato dove conservarsi ad essere tramandato.

Giovanni Feo (Roma, 1949 – Orvieto, 16 giugno 2019) ha svolto per più di tre decenni un’estensiva ricerca sul campo, incentrata sulla geografia sacra del territorio etrusco e pre-etrusco. Autore rinomato, ha scoperto il tempio astronomico di Poggio Rota e la rete territoriale di allineamenti della valle del Fiora.

Robin Hood – Alexandre Dumas (1948). Milano: Lucchi, 280 p. ; 18 cm.

Paladino della giustizia e difensore dei deboli, arciere infallibile e astuto, Robin Hood è il principe dei ladri, l’incontrastato signore della foresta di Sherwood. Privato ingiustamente dei suoi beni da un nobile senza scrupoli, il giovane Robin è un eroe invincibile, l’ultimo sassone che, con la sua banda di fedelissimi amici, tenta di opporsi alla dominazione dei normanni, lottando tenacemente contro le ingiustizie degli usurpatori. Dalla fervida fantasia di Alexandre Dumas nasce uno dei ritratti pili vivaci del leggendario fuorilegge inglese e dei suoi fedeli compagni, dall’imponente e saggio Little John al coraggioso e allegro frate Tuck, alla bella lady Marian, senza dimenticare il perfido barone Fitz Alwine, il famigerato sceriffo di Nottingham.

Alexandre Dumas (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Neuville-lès-Dieppe, 5 dicembre 1870) è stato uno scrittore e drammaturgo francese. Maestro del romanzo storico e del teatro romantico, ebbe un figlio omonimo, Alexandre Dumas, anch’egli scrittore. È famoso soprattutto per i capolavori Il conte di Montecristo e la trilogia dei moschettieri formata da I tre moschettieri, Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne. Dai suoi libri sono stati tratti numerosi adattamenti cinematografici e televisivi. Le sue ceneri furono trasferite al Panthéon di Parigi il 30 novembre 2002.

L’esoterismo cristiano e San Bernardo – René Guénon (1997). Carmagnola: Arktos, 166 p., \4! c. di tav. : ill. ; 21 cm.

Gli articoli riuniti nel presente volume sono dedicati, prevalentemente, a delle organizzazioni che René Guénon considerava essere state, nel Medioevo, le detentrici dell’insegnamento e dei metodi dell’esoterismo cristiano: l’Ordine del Tempio, i Fedeli d’Amore e la Cavalleria del Santo Graal. Tali articoli, pertanto, costituiscono un complemento dell’Esoterismo di Dante e de il Re del Mondo. Abbiamo aggiunto, all’inizio, altri due articoli: “A proposito delle lingue sacre” e “Cristianismo e iniziazione“; il primo, che mette in luce l’importanza della lingua ebraica in seno al Cristianismo, indica forse la più importante via di ricerca per lo studio approfondito delle scienze tradizionali e dei metodi dell’esoterismo cristiano; il secondo tratta della struttura stessa del Cristianismo, sotto il duplice aspetto religioso ed iniziatico. (Dalla prefazione all’edizione francese di “Aperçus sur l’èsoterisme chrétien“, di Jean Reyor, alias Marcel Clavelle). Il volume contiene, nella presente edizione, lo studio su “San Bernardo” che nell’edizione francese venne pubblicato in volumetto a parte.

René Jean-Marie-Joseph Guénon, conosciuto anche come Shaykh ‘Abd al-Wahid Yahya dopo la conversione all’Islam (Blois, 15 novembre 1886 – Il Cairo, 7 gennaio 1951), è stato uno scrittore, esoterista, intellettuale francese. Con la sua opera, ha ridefinito la nozione di metafisica come «conoscenza dei princìpi di ordine universale, da cui tutto procede», l’opera di René Guénon non si presenta né come un sistema filosofico basato sul sincretismo né come formalizzazione di un pensiero neospiritualistico. Piuttosto, essa è diretta, nelle intenzioni del suo autore, all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «dottrine tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, Libera Muratorìa, Compagnonaggio, ecc.), intese come espressioni del sacro funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. René Guénon ha ricordato l’Unità metafisica che conferisce realtà a ogni Rivelazione, unità simboleggiata in questo mondo dai legami che ogni forma tradizionale deve necessariamente mantenere con la Tradizione Primordiale unica. Nello stesso tempo, però, ha ripetutamente insistito sulla necessità di rispettare la specificità di ogni forma rivelata, mettendo in guardia da ogni tentativo di ricostituzione formale ed esteriore dell’Unità perduta.

L’ esoterismo di Dante – René Guénon (1971). Roma: Atanòr, 78 p. ; 22 cm.

Dopo aver esaminato analogie e corrispondenze con gli ordini cavallereschi, il rosicrucianesimo, l’ermetismo e l’Islam suggerite in passato da studiosi e occultisti, Guénon procede a una geometrica esposizione del simbolismo insito in alcuni temi cruciali della “Commedia”: i tre mondi, i numeri, il tempo. Ecco allora che l’Inferno appare come ricapitolazione degli stati che precedono logicamente lo stato umano e manifestazione delle possibilità di ordine inferiore che l’essere porta ancora in sé, il Purgatorio come prolungamento dello stato umano, che viene così condotto alla pienezza della sua espansione e il Paradiso come ascesa agli stati superiori dell’essere.

René Jean-Marie-Joseph Guénon, conosciuto anche come Shaykh ‘Abd al-Wahid Yahya dopo la conversione all’Islam (Blois, 15 novembre 1886 – Il Cairo, 7 gennaio 1951), è stato uno scrittore, esoterista, intellettuale francese. Con la sua opera, ha ridefinito la nozione di metafisica come «conoscenza dei princìpi di ordine universale, da cui tutto procede», l’opera di René Guénon non si presenta né come un sistema filosofico basato sul sincretismo né come formalizzazione di un pensiero neospiritualistico. Piuttosto, essa è diretta, nelle intenzioni del suo autore, all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «dottrine tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, Libera Muratorìa, Compagnonaggio, ecc.), intese come espressioni del sacro funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. René Guénon ha ricordato l’Unità metafisica che conferisce realtà a ogni Rivelazione, unità simboleggiata in questo mondo dai legami che ogni forma tradizionale deve necessariamente mantenere con la Tradizione Primordiale unica. Nello stesso tempo, però, ha ripetutamente insistito sulla necessità di rispettare la specificità di ogni forma rivelata, mettendo in guardia da ogni tentativo di ricostituzione formale ed esteriore dell’Unità perduta.

Il grande viaggio nei mondi danteschi: iniziazione ai misteri maggiori – Emma Cusani (1993). Roma: Edizioni Mediterranee, 354 p. ; 24 cm.

Un’interpretazione esoterica dei canti della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Emma Cusani è una studiosa italiana di simbologia e tradizioni iniziatiche applicate alla letteratura, con particolare attenzione all’opera di Dante Alighieri. La sua ricerca si colloca nell’ambito dell’interpretazione simbolico-esoterica dei testi medievali, mirando a far emergere i livelli di lettura interiore e sapienziale spesso trascurati dall’esegesi esclusivamente storica o filologica.

Nel volume Il grande viaggio nei mondi danteschi: iniziazione ai misteri maggiori, l’autrice propone una lettura della Divina Commedia come percorso iniziatico completo, strutturato secondo tappe di purificazione, trasformazione e reintegrazione spirituale. Inferno, Purgatorio e Paradiso vengono interpretati come stati della coscienza e gradi di conoscenza, in continuità con le dottrine misteriche, l’ermetismo cristiano e la simbologia medievale.

Il testo, di taglio sintetico ma denso, si rivolge a chi desidera accostarsi a Dante non solo come poeta, ma come custode di una sapienza iniziatica, restituendo alla Commedia la sua funzione di mappa spirituale e cosmologica dell’anima in cammino.

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