Gli aspetti magico-religiosi di una cultura subalterna italiana – Alfonso Maria Di Nola (1980). Torino: Boringhieri, 313 p. : ill. ; 21 cm.

Gli strumenti analitici del neomarxismo – all’incontro tra canoni storico-materialistici e metodi antropologici – sono qui diretti a interpretare tre campioni del patrimonio religioso e magico dei ceti rurali italiani: il culto dei serpenti, i rituali del bue genuflesso, l’allevamento sacrale del maiale di sant’Antonio abbate, tutti appartenenti a una cultura abruzzese coinvolta nei processi di rifondazione industriale. Immagini arcaiche che a una lettura critica si rivelano per quel che sono, frammenti di articolate visioni del mondo sorte dal retroterra economico e politico della società contadina-meridionale. La ricerca segue gli spaccati diacronici dei culti, ne ricompone la storia silenziosa ai margini della produzione colta, nascosta nelle pieghe dei documenti d’archivio, fino all’esito moderno: il revival spontaneo delle feste. Un fenomeno quest’ultimo di cui si può ora comprendere il significato: quello di un recupero d’identità umana da parte di folle rurali che la violenza neocapitalistica proietta nel tessuto intersecato della città e della sua dinamica consumistica.

Alfonso Maria Di Nola (Napoli, 9 gennaio 1926 – Roma, 17 febbraio 1997) è stato un antropologo, storico delle religioni e saggista italiano. Cresciuto a Gragnano, è conosciuto per la sua opera di studioso di Storia delle religioni e di antropologia religiosa. Storico delle religioni e antropologo ha insegnato nelle Università di Siena e di Roma e all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Dopo gli studi sugli apocrifi cristiani e sul misticismo ebraico, si è occupato di religiosità popolare (1976), di folclore italiano (1983, 1994) e della figura del diavolo (1987).

Il libro, edito da “Boringhieri” è disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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