I nomi della dea: il femminile nella divinità – Riane Eisler, Joseph Campbell, Charles Musès, Marija Gimbutas (1992). Roma: Ubaldini, 164 p. : ill. ; 21 cm.

I simboli di nascita, morte e resurrezione, i rituali di fertilità, di propiziazione, che si rinvengono in ogni società, sono le ultime vestigia di un culto fiorito agli albori della civiltà, dal Paleolitico all’Età del Bronzo, in particolare nel bacino del Mediterraneo: il culto della Grande Dea. Venerata e invocata con nomi diversi da popolo a popolo, la Dea incarnava sempre e ovunque il potere femminile di dare la vita, era la Madre dal cui grembo ogni forma di vita scaturisce e a cui alla morte ritorna per poi ancora rinascere, come nell’eterno ciclo della vegetazione. Solo con l’emergere della società patriarcale, che conferiva all’uomo potere assoluto sulla donna, si è delineata la figura del dio maschile, unico, creatore e fonte dell’universo. In particolare, la versione biblica della Genesi, ha avallato la supremazia maschile, legittimando una sopraffazione cui solo recentemente le donne sono riuscite a ribellarsi. Questo libro offre una ricostruzione dell’antica divinità femminile in tutti i suoi nomi, la sua iconografia e le sue manifestazioni, dalla ‘Venere’ paleolitica alla Magna Dea, individuandone la presenza e la simbologia nei miti e nelle forme sopravvissute anche nelle religioni contemporanee, in un quadro densissimo di dati mitologici e antropologici che ricolloca la Dea sul suo trono di Grande Madre di tutta la vita.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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