La Rivelazione Segreta di Ermete Trimegisto – Vol. I – II – Paolo Scarpi (2009). Milano: Mondadori.

Un essere immenso appare a un uomo tutto teso verso l’essenza delle cose e gli domanda cosa voglia “udire e vedere e poi apprendere e conoscere grazie alla contemplazione”. È Poimandres, il Nous del dominio assoluto. Il suo interlocutore gli risponde: “Voglio essere istruito intorno agli esseri, comprenderne la natura e conoscere dio”. Tutto, allora, gli si svela, tutto si trasforma in una luce serena e gioiosa della quale egli si innamora. Così inizia il primo Trattato, il Poimandres, del Corpus Hermeticum: una delle raccolte di testi più fortunate e influenti che la tarda antichità ci abbia lasciato. La sua storia è essa stessa un’avventura. Già attribuita al “tre volte grande” (“trismegistos”, appunto) Ermes – il dio della scrittura, dell’astrologia e dell’alchimia che risulta dall’associazione, presente sin da Erodoto, della divinità greca con l’egizio Thoth – essa è ritenuta antica quanto se non più di Mosè, e interpretata come prefigurazione del Cristianesimo. In realtà, la redazione dei testi sembra risalire ai secoli fra il I e il IV della nostra èra, mentre una parte, l’Asclepius – un trattato di magia che riporta le pratiche dei sacerdoti egizi – circola già nel Medioevo occidentale nella traduzione latina ritenuta di Apuleio. Ma nel 1460 l’originale greco giunge nelle mani di Cosimo de’ Medici, che ordina subito a Marsilio Ficino di dimenticare Platone e dedicarsi al Corpus. Ficino completa l’opera nell’aprile del 1463 e riceve come compenso una villa a Careggi. Nel Seicento, la paternità e la vetustà dell’opera sono infine demolite, a colpi di filologia, da Isaac Casaubon. Per secoli, però, la sua influenza è fondamentale: da Pico della Mirandola a Hieronymus Bosch, da Pieter Bruegel a John Milton, da Giordano Bruno a Isaac Newton, e più tardi ancora sino a William Blake, artisti e intellettuali coltivano l’ermetismo. Ermete trova il suo posto persino sul pavimento del Duomo di Siena. Ed è certo difficile resistere al fascino della sua rivelazione segreta, nella quale teologia e cosmologia si mescolano allo studio dell’uomo e alla dottrina dell’anima, dove demonologia e astrologia si fondono. Dove si parla del Principio e della Fine, e si prospetta una via di Salvezza. La Fondazione Valla pubblica La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto in due volumi, il primo dei quali contiene, oltre ai Trattati tradizionali, anche le Definizioni armene e gli Estratti di Stobeo. Il secondo volume, in particolare, oltre alla conclusione dei Trattati greci, presenta al lettore l’Ermete copto, i “Trentasei Decani”, l’“Asclepio” latino – un trattato di magia che riporta le pratiche dei sacerdoti egizi – e il bellissimo “Inno al Pantocratore”.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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