Graal: Saggio sul Mistero del Sacro Amore – Massimo Scaligero (1982). Teramo: Tilopa, 159 p. ; 21 cm.

“Là dove non è possibile ulteriore discesa, perché manca una sostanza prima da ulteriormente degradare, può accadere che venga tentata la spiritualizzazione del grado della caduta, secondo il valore concepibile a tale livello, epperò sia proposto il compito di una reintegrazione di ciò che è morto: la vivificazione del cadavere. Così il sesso, caduto nel generale automatismo, che è la sua astrattezza riempita di hybris istintiva, giunge oggi ad avere il suo esoterismo, non perché in simili condizioni possa disporre di controparte esoterica, ma in quanto, a tale livello, qualsiasi dottrina può piegarsi a giustificare il suo contenuto.
In realtà, oggi, al grado in cui si è, dottrine di reintegrazione del subumano, divenuto stato esistenziale, non possono esservi, ma solo tecniche operative della coscienza su se medesima. Ciò è comprensibile, se si ammette che, quale che sia il grado di abiezione raggiunto, questo, comunque, è possibile in quanto v’è una coscienza che vi s’identifica, o lo sopporta.
Sul piano in cui non è più possibile operazione interiore che separi l’idea di sesso da quella di amore, onde non è distinguibile la mitizzazione del sesso, dall’amore quale principio metafisico, ogni metodo di reintegrazione che non abbia mezzi per avvertire di contro a sé il massiccio impedimento costituito dall’attuale condizione dialettica della coscienza, è destinato ad alimentare l’equivoco. Che è l’estremo tentativo del subumano: la propria dignificazione spirituale. […]”

Massimo Scaligero, pseudonimo di Antonio Massimo Scabelloni (Veroli, 17 settembre 1906 – Roma, 26 gennaio 1980), è stato un giornalista ed esoterista italiano. Studioso di Rudolf Steiner, influenzato anche dalle idee di Julius Evola e del suo “idealismo magico” e di Giovanni Gentile (in particolare da quest’ultimo per la distinzione fra “pensiero pensante” e “pensiero pensato” e per l'”idealismo attuale” gentiliano come “atto puro del pensiero che pensa”), approdò attraverso lo yoga e lo studio delle dottrine orientali ad una sintesi personale nella quale il pensare, l'”atto del pensare” e l'”Io” vengono posti come basi di una gnoseologia a carattere spiritualistico ed esoterico: attraverso tecniche interiori, l’esperienza del “pensiero vivente” diviene la base della percezione spirituale. L'”Io” dell’uomo, assunto come postulato metafisico, diviene l’asse dell’intuizione e della realizzazione spirituale stessa.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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