Il mito della grande madre: dalle amigdale a Çatal Hüyük – Giuseppe Sermonti (2002). Milano: Associazione culturale Mimesis, 151 p. : ill. ; 21 cm.

Nel 1960 l’archeologo inglese James Mellaart scopre Çatal Hüyük, nel cuore dell’altopiano anatolico, una straordinaria città senza tetti, senza strade e senza porte, fiorita 9000 anni fa. Gli stupendi affreschi delle sue case-tempio narrano una storia grandiosa e antichissima: quella dell’ascesa e caduta del mito della Grande Madre. Giuseppe Sermonti – biologo, saggista ed ermeneuta di fiabe – la ripercorre in questo volume, ricostruendo un’affascinante trama di risonanze e di rimandi che, partendo da quelle figure, attraversa la cultura greca classica, per giungere fino ai nostri giorni. Tra gli affreschi di Çatal Hüyük s’intravedono così il mito della “nascita di Venere” dalle membra uraniche e quello di Perseo, ma anche la forma delle costellazioni celesti, segni eterni dell’alfabeto celeste. Ed ancora oggi se ne possono leggere le cifre sui tappetini anatolici (kilim), che mani femminili hanno tramandato nei millenni.

Giuseppe Sermonti (Roma, 1925 – Roma, 2018) è stato un biologo e saggista italiano. Dal 1950 ha compiuto ricerche di Genetica microbiologica. Ha tenuto la cattedra di Genetica a Palermo e a Perugia e ha presieduto l’Associazione Genetica Italiana. Dal 1980 ha diretto la Rivista di Biologia. Ha pubblicato oltre cento lavori scientifici e prodotto alcuni libri sulla ricerca dei princìpi della scienza nelle fiabe del focolare. Nel 2005 gli è stato assegnato il Premio Speciale della Vice-Presidenza del Consiglio per la Cultura nel Settore della Ricerca Scientifica.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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