Allucinogeni e Cultura – Peter T. Furst (1981). Roma: Cesco Ciapanna Editore – 254 p. : ill. ; 21 cm

Ogni cultura ha le sue droghe. Quando una cultura è al potere le sue droghe si chiamano «sacramenti» oppure «medicinali», mentre quando la cultura è recessiva le stesse sostanze sono classificate come «tossici», ossia veleni, o più genericamente «droghe», parola di cui non siamo riusciti a trovare la definizione.
Le popolazioni che i bianchi hanno trovato sul continente americano hanno una cultura profondamente religiosa, e utilizzano una vasta gamma di sostanze vegetali per modificare lo stato della propria coscienza, ritenendo così di entrare in comunicazione con la divinità.
I pellerossa, superstiti al genocidio praticato dagli immigranti che invasero il continente americano, hanno oggi ritrovato una fede comune ed una dignità nazionale in una religione para-cristiana, il cui sacramento è una cactus allucinogeno, il peyote.
Gli indios del Messico, superstiti al massacro praticato dagli spagnoli, hanno mantenuto segretamente in vita il culto della più antica religione oggi esistente, il cui sacramento è un piccolo fungo allucinogeno.
A questa classe di fenomeni questo libro è dedicato. (C. C.)

Peter T. Furst è professore emerito di Antropologia e Studi latinoamericani presso l’Università di Stato di New York (Albania) ed è professore associato di ricerca presso l’Università della Pennsylvania (Museum of Archaeology) e del Museum of New Mexico.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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