Il sangue del condor: sciamani delle Ande – Mario Polia (1997). Milano: Xenia, 281 p. : ill. ; 21 cm.

Frutto di lunghe esperienze vissute a contatto con i campesinos delle Ande, “Il sangue del condor” è un viaggio nell’anima segreta di queste genti, eredi delle grandi civiltà precolombiane. All’inizio per loro il giovane studioso Mario Polia è solo un gringo, uno straniero che gli indios guardano con la diffidenza riservata ai discendenti dei Conquistadores: poi la sua sincerità e la sua determinazione nell’affrontare un lungo e sofferto itinerario iniziatico gli aprono un varco nel cuore di questi uomini. Con il passare degli anni, l’autore diviene così partecipe e insieme testimone dei loro rituali sciamanici e di una antica, profonda visione del mondo, per la quale le montagne, i fiumi, la natura si rivelano divinità benevole o malevole a seconda dell’atteggiamento che l’uomo ha verso di loro. È il mondo dei curanderos, fatto di altruistica dedizione e di inquietante stregoneria, che l’autore descrive per la prima volta in questo libro, con passione e impegno umano; il mondo senza tempo che ha come emblema il sanpedro, il cactus della visione, venerato come fonte di conoscenza.

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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