Il mito dell’eterno ritorno – Mircea Eliade (1975). Roma: Borla, 204 p. ; 21 cm.

Il mito dell’eterno ritorno è il frutto di uno studio che Eliade aveva compiuto sull’uomo delle società arcaiche, o «tradizionali», sia quelle che vengono comunemente definite «primitive», sia quelle che espressero le antiche culture dell’Asia, dell’Europa e dell’America. Concentrandosi sulla concezione che l’uomo aveva di sé stesso e del posto che occupava nel cosmo, ne mostra la sostanziale differenza rispetto a quella moderna, fortemente influenzata dal giudeo-cristianesimo. Nelle società arcaiche l’uomo era solidale con il cosmo e i suoi ritmi e aveva una concezione circolare del tempo. Attraverso il mito dell’eterno ritorno e le cerimonie e i riti che ripetono e riattualizzano gli avvenimenti dell’inizio del tempo, le civiltà tradizionali rigeneravano simbolicamente il cosmo e la società.

Mircea Eliade (Bucarest, 13 marzo 1907 – Chicago, 22 aprile 1986) è lo storico delle religioni e mitologo tra i più eminenti del Novecento, esperto in particolare di sciamanesimo, yoga e dei rapporti tra magia e alchimia. Le sue opere principali e più famose sono state: Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi (1951); Lo yoga. Immortalità e libertà (1954); Alchimia asiatica, (1935-1937); Arti del metallo e alchimisti, (1956); Il sacro e il profano, (1956).

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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