Il Segreto dei Segreti – ʿAbd al-Qādir al-Jīlānī (1994). Giarre: L’Ottava, 215 p. ; 22 cm.

Un’idea presiede la ricerca di perfezionamento in molti grandi pensatori: la felicità verrà raggiunta soltanto quando la propria mente sarà stata educata. La ricerca, ci suggeriscono, è uno spazio interiore, è la capacità di essere padroni dei propri processi, al fine di migliorarsi nel vivere il “qui e ora”, scoprendo in questo il senso stesso della vita. Il tempo e la possibilità di godere di esso e il mezzo che prepara all’incontro con il divenire. Mantenersi vigili nell’attesa che precede lo svelamento è il vero segreto della vita mistica: un processo inclusivo, nel quale trovano collocazione e utilizzo i più elevati percorsi del pensiero umano.

“Il Segreto dei Segreti” (Sirr al-Asrar), l’opera attribuita al grande mistico sufi ‘Abd al-Qadir al-Jilani, costituisce una tappa fondamentale per il lettore alla ricerca di se. Un tesoro in grado di guidarlo attraverso le diverse stazioni che conducono alla realizzazione dei più profondi raggiungimenti interiori.

Abd al-Qādir al-Jīlānī (Amul, 1078 – Baghdad, 12 gennaio 1166) è stato un mistico musulmano ed è considerato uno dei padri del sufismo. Fu il fondatore della confraternita, che da lui prende il nome di Qādiriyya. Grande mujtahid, è tuttora considerato il sufi più importante nel mondo dell’Islam, tanto che si trovano suoi seguaci in tutte le parti del mondo.

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