Canto della montagna – Anonimo (1947). Firenze: Fussi, 77 p., [2] carte di tav. : ill. ; 17 cm

Tutto che riguarda questo Canto della Montagna, da me scoperto molti anni or sono in una piccola biblioteca siciliana e illustrato in un breve studio, appare avvolto nel mistero. Ignoto l’autore, sfuggito, dietro un N. N., ad ogni ricerca. Ignote le ragione e il cammino, per le quali e attraverso il quale un codice alchimistico tedesco del sec. XVII poté andare a finire dalla Germania in Sicilia. Ignoto il donatore, per quanto di casata insigne e tuttora viva, e scrittore di lettera a firma di nome e cognome compresa nel codice e con data, non davvero vetusta, del 1830. Misterioso infine di per se stesso l’argomento: la fabbricazione della “pietra filosofale” o “tintura”, cioè la titanica scalata dell’uomo alla smisurata ricchezza e alla fisica immortalità. Scalata alla sua volta nel codice stesso misteriosamente difesa contro chiunque, venutone a conoscenza, osi rivelarne il mistero.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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