L’ uomo universale: antologia dall’opera Al-Insan al kamil – Titus Burckhardt (1981). Roma: Edizioni Mediterranee, 112 p. ; 21 cm.

Là dove la Conoscenza s’unisce al proprio essere, e dove l’Essere conosce sé nella sua immutabile attualità, non si ragiona più dell’uomo. Lo spirito in proporzione al suo profondarsi in tale condizione, si fa identico, non all’uomo individuale, ma all’Uomo universale (Al-insan al-kamil), che costituisce l’unità intrinseca d’ogni creatura. L’Uomo universale è il tutto; per trasponimento dall’individuale all’universale lo si denomina “uomo”; essenzialmente, è il prototipo eterno, illimitato e divino di tutti gli esseri. L’Uomo universale non è realmente separato da Dio, è come il Suo Volto nelle creature. Per il tramite dell’unione con lui, lo spirito s’unisce a Dio. L’Uomo universale è egli stesso il simbolo completo di Dio.

Titus Burckhardt, dopo la conversione all’Islam Ibrahim Izz al-Din (Firenze, 24 ottobre 1908 – Losanna, 15 gennaio 1984), è stato un filosofo svizzero specializzato nello studio di arte, civilizzazione e architettura islamica. Ha redatto e pubblicato studi su maestri del sufismo come Ibn Arabi, Abd-al-karim Jili, Muhammad al-Arabi al-Darqawi, oltre a numerose opere sull’arte europea, l’alchimia e l’arte sacra, di cui è considerato uno dei massimi esperti. Le sue opere sul sufismo sono considerate da Hossein Nasr come delle autentiche esposizioni, essenziali per comprendere la vera natura di questa dottrina.

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