Sufismo. Velo e Quintessenza – Frithjof Schuon (1982). Roma: Edizioni Mediterranee, 163 p. ; 21 cm.

«Velo» (hijàb) e «quintessenza» (lubàb): due termini che indicano un’opposizione nella sfera simbolistica e dottrinale e che si riferiscono rispettivamente all’esteriore e all’interiore, ovvero alla contingenza e alla necessità… Taluni hanno creduto giovare alla reputazione del Sufismo, o custodirne il mistero, asserendo che non è un sistema come le filosofie, bensì un insieme di espressioni e di simbolismi liberamente scaturiti dall’intelletto e dall’ispirazione… Del resto, non si ritiene che le espressioni dottrinali siano esaurienti, poiché i! loro compito è unicamente quello di offrire i riferimenti per una verità complessa e in considerazione dell’Ineffabile. La qual cosa i moderni non hanno mai compreso, anzi accusano le dottrine antiche di essere insieme dogmatiste e insufficienti. Ritroviamo in noi stessi tutti questi principi, che conferiscono all’Islam il suo carattere incontestabile e la sua universalità; le loro manifestazioni esteriori traggono ogni significato – nella prospettiva metafisica e contemplativa – dai loro archetipi a un pari trascendenti e immanenti.

Frithjof Schuon (Basilea, 18 giugno 1907 – Bloomington, 5 maggio 1998) è stato un filosofo e mistico svizzero. Schuon è il portavoce preminente di una scuola di pensiero che si occupa dell’espressione e spiegazione della Filosofia Perenne, filosofia che esprime le verità metafisiche atemporali soggiacenti alle diverse religioni.

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