Il verbo degli uccelli – Farīd ad-dīn ʻAttār; a cura di Carlo Saccone (1997). Milano: SE, 239 p. ; 23 cm.

Le notizie tramandateci su Farid ad-din Attar, uno dei più celebri poeti mistici persiani, sono scarse e incerte. Visse tra il 1100 e il 1200, in un’epoca in cui il Sufismo era assai praticato e i problemi della metafisica erano oggetto di attiva speculazione. Per un certo tempo esercitò probabilmente la professione di farmacista (Attar significa infatti “il venditore di droghe”) e, per quanto si sappia ben poco della sua educazione, ebbe sicuramente una conoscenza profonda della musica, dell’astronomia, della medicina e delle teorie delle scuole dell’epoca. Tra le numerose opere che gli vengono attribuite, “Il verbo degli uccelli”, di cui è accertata l’autenticità, è la più celebre.

Farīd al-Dīn ʿAṭṭār (Nīshāpūr, 1145-46 – Nīshāpūr, 1221), è stato un mistico e poeta persiano. Aṭṭār è uno dei più famosi poeti mistici persiani. Le sue opere furono d’ispirazione per Jalāl al-Dīn Rūmī e per molti altri poeti mistici. ʿAṭṭār, insieme a Sana’i di Ghazna, fu colui che influenzò maggiormente Rūmī nelle sue concezioni sul sufismo.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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