Cenni sulla morte – Annie Besant e Charles Webster Leadbeater (2013). Vicenza: ETI, 101 p. ; 17 cm.

Gli autori inquadrano il tema della morte all’interno di una concezione del cosmo che non limita la realtà alla dimensione percepita dai sensi, ma rende omaggio ad una costituzione dell’essere umano più complessa e che ne fa un vero e proprio ponte fra il finito e l’infinito di cui è parte. La comprensione della morte passa attraverso il superamento della paure che essa suscita ed a ciò contribuisce questo testo, scritto da due fra i maggiori autori delle letteratura teosofica della prima parte del Novecento.

Annie Besant (Clapham, 1º ottobre 1847 – Adyar, 20 settembre 1933) è stata una figura di rilievo nel campo spirituale e sociale. Donna colta e brillante, ci ha lasciato insegnamenti di grande importanza e attualità. Fu ispirata ed influenzata dagli ideali teosofici che affermano che la Verità è la religione più elevata. La sua vita è stata così profondamente dedita alla ricerca della Verità che non permetteva che niente si frapponesse tra lei e il suo obiettivo e ha sempre vissuto la sua Ricerca con passione e perseveranza, guidata da uno spirito impavido, capace di liberarsi da tutti i condizionamenti. Le qualità della dottoressa Besant le hanno permesso di conquistare il rispetto e la stima di menti eccezionali quali Jiddu Krishnamurti e Helena Blavatsky.

Charles Webster Leadbeater (Stockport, 16 febbraio 1854 – Perth, 1º marzo 1934) è stato un vescovo vetero-cattolico, veggente, occultista e teosofo britannico.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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