Le Mille e una Notte – racconti arabi raccolti da Antoine Galland (1987). Milano: CDE, 2 volumi.

Le mille e una notte (ar. Alf laila wa laila) è una celebre raccolta anonima di novelle in arabo, ma di lontane origini indo-persiane, conosciuta in Europa ai primi del XVIII sec. attraverso la libera traduzione francese di Antoine Galland. Il testo canonico si è formato, nella sua redazione attuale, in Egitto tra il XV e il XVIII secolo. Una storia-cornice, secondo l’uso di molte opere narrative sanscrite, inquadra l’intera opera: il re Shahriyār, dopo aver ucciso la moglie infedele, sposa ogni sera una nuova donna che la mattina successiva viene fatta morire. La figlia del vizir, Shahrazād, escogita un piano: intrattenere il re ogni notte con un nuovo racconto. Dopo mille e una notte il re sposa Shahrazād, che diviene regina. Il materiale incluso in questa cornice è disparato: alcuni racconti appartengono all’antico fondo indiano dell’opera, altri rivelano l’apporto persiano (una raccolta persiana di «Mille storie» Hazār afsāne è infatti considerata lo stadio prearabo delle «Notti»), altri sono ispirati alla civiltà arabo-musulmana, presso cui le Mille notti arie sembra fossero già note, in traduzione araba, nel IX secolo. Entro questo strato arabo si suole distinguere a sua volta un fondo iracheno (con la figura del califfo abbaside Ḥarūn ar-Rashīd) e uno più recente egiziano, formatosi al Cairo in epoca mamelucca (XIII-XVI sec.).

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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