Dell’acqua e dello spirito: rituali, magia e iniziazione nella vita di uno sciamano africano – Malidoma Patrice Somé (1999). Vicenza: Il punto d’incontro, 381 p. : ill. ; 22 cm.

“Malidoma” significa più o meno “amico dello straniero o del nemico”. È credenza tra la popolazione Dagara dell’Africa occidentale che ogni individuo venga al mondo con un determinato destino e che il nome imposto rifletta tale destino. Stando a questa credenza, il nome di Malidoma indicherebbe la responsabilità di far conoscere all’Occidente l’universo dei Dagara, aprendo una via di comunicazione che possa avviare un processo di trasformazione. Dell’acqua e dello spirito apre questa via. Come un’insolita espressione della natura costantemente creativa, il racconto di Malidoma è al tempo stesso strano e meraviglioso. Ci troviamo inestricabilmente coinvolti in un arduo viaggio tra due mondi assolutamente diversi tra loro e ne usciamo trasformati, pregni dei profondi significati evocati in queste pagine. Le genuine e straordinarie esperienze di Malidoma costituiscono una sfida che pochi sanno affrontare e superare, nonostante la loro conoscenza delle antiche iniziazioni. Nell’ispirante, coraggiosa e coinvolgente autobiografia di Malidoma, la profondità spirituale della cultura africana diventa finalmente evidente, cosicché anche il mondo occidentale può attingere a questa fonte di rinnovata saggezza. La conoscenza, la compassione e la sincerità che troviamo in queste pagine costituiscono una speranza di mutua comprensione e guarigione spirituale per tutti i popoli. Liberando se stesso e illuminando tutti noi, Malidoma ci porta dove pochi esploratori sono arrivati: nel cuore, nella mente e nello spirito del popolo Dagara, in un mondo in cui la magia, i rituali e una più aperta concezione della realtà sono presenti in modo del tutto naturale nella vita di tutti i giorni.

Malidoma Patrick Somé (Burkina Faso, 1956) a 4 anni è stato rapito da missionari gesuiti, per essere convertito al cristianesimo, e ricevere un’educazione occidentale. E’ riuscito a scappare dalla scuola missionaria quando aveva 20 anni, e a tornare fra la sua gente. Purtroppo aveva dimenticato la sua lingua natia, e con essa la capacità di comunicare con il suo popolo, per cui ha dovuto iniziare un percorso di ri-apprendimento, della sua lingua e delle sue tradizioni. Malidoma significa “amico dello straniero” e proprio questo è Malidoma Somè, un amico degli stranieri, che aiuta il modno occidentale a comprendere i grandi tesori dell’Africa.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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