Magia e civiltà – Ernesto De Martino (1962). Milano: Garzanti, 287 p. ; 18 cm.

La civiltà occidentale si è venuta plasmando come civiltà moderna attraverso una costante opera di esclusioni. Anche nei confronti della magia l’atteggiamento fondamentale è stato quello della presa di distanza. Oggi, ai di là di ambigui e regressivi revivals, il mondo magico e lontano da noi: le lotte del cristianesimo contro il paganesimo, della nuova scienza contro la magia naturale, della società europea contro la stregoneria hanno scavato un solco che non possiamo più colmare. Ma tate distanza rischia di operare come pregiudizio etnocentrico in chi osserva e studia i comportamenti magici dette civiltà extraeuropee o del nostro passato; precludendo così la comprensione della genesi, della struttura e della funzione del magismo.
In questa classica antologia de Martino ricostruisce i vari momenti della polemica antimagica e rilegge alcuni testi dei grandi interpreti moderni che hanno esplorato i fenomeni esterni alla ratio occidentale mediante nuove e pertinenti domande.

Ernesto De Martino (Napoli, 1º dicembre 1908 – Roma, 9 maggio 1965) può essere considerato tra i massimi cultori italiani degli studi di etnografia e folklore. Tra le sue opere si ricordano particolarmente “Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo” (1948), “Morte e pianto rituale nel mondo antico” (1958) (che ha ottenuto il Premio Viareggio), “La Terra del rimorso” (1961), “Magia e civiltà” (1962).

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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