Le mappe delle civiltà perdute: le prove dell’esistenza di una civiltà avanzata nell’Era glaciale – Charles H. Hapgood (2004). Roma: Profondo Rosso Edizioni, 452 p. : ill. ; 24 cm.

In questo libro, analizzando a fondo dal punto di vista storico, geografico e matematico una lunga serie di raffigurazioni complete del nostro pianeta realizzate prima che la Terra fosse stata tutta esplorata, il professore universitario americano Charles Hapgood espone la tesi, supportata da notevoli prove, che quelle mappe “impossibili” potrebbero non essere altro che la ricopiatura di perfette proiezioni del mondo immensamente antiche, dovute probabilmente a una sconosciuta civiltà umana molto progredita che si sarebbe estinta, forse per una catastrofe globale improvvisa, intorno alla fine dell’ultima Era Glaciale, ben 12.000 anni fa.
Ma è esistita veramente questa grande civiltà perduta? E se sì, perchè non se ne sono trovate tracce più concrete? Oppure, se ce ne sono, perchè sino ad oggi non le abbiamo riconosciute? E se invece questa antichissima civiltà perduta non è mai esistita, come mai dal 1966 a oggi nessuno è ancora riuscito a demolire con argomentazioni efficaci la tesi che Hapgood espone in questo libro oppure a spiegare in maniera ragionevole le anacronistiche anomalie presenti sulla Mappa di Piri Re’is e sulle decine di altre carte geografiche cosiddette “impossibili”?

Charles Hutchins Hapgood (1904 – Dicembre 1982) è stato uno storico statunitense. È stato un sostenitore della cosiddetta Pole Shift Theory, ipotesi secondo cui gli assi di rotazione dei pianeti tendano a spostarsi nel tempo. In altre parole i poli sono stati e, in futuro, saranno in posizioni differenti. La teoria è discussa per quanto riguarda la Terra, ma anche i corpi celesti degli altri sistemi solari potrebbero aver sperimentato il reorientamento degli assi durante la loro esistenza. Nel 1958 Hapgood ha pubblicato il suo primo libro The Earth’s Shifting Crust. La prefazione è stata scritta da Albert Einstein, prima della sua morte avvenuta nel 1955. In questo libro, e nei due successivi, Maps of the Ancient Sea Kings (1966) and The Path of the Pole (1970), Hapgood propone una teoria radicale secondo cui gli assi terrestri hanno più volte subito cambiamenti durante le ere geologiche. Questa teoria non è accettata all’unanimità dai geologi ortodossi.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA.

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