Quando un Dio muore: morti e assenze divine nelle antiche tradizioni mediterranee – a cura di Paolo Xella (2001). Verona: Essedue, 211 p. ; 19 cm.

Molte religioni dell’antico Mediterraneo conoscono divinità cui e ascritta una esperienza di morte dalle diverse conseguenze per l’umanità. Sulla passione, morte e destino di tali figure hanno riflettuto a lungo autori antichi e studiosi moderni. Se esistono tradizioni su personaggi divini che hanno sperimentato e variamente superato la morte, e se il loro destino ha in qualche modo influito su quello umano, c’è un rapporto tra tali personaggi e la vicenda di Gesù? Si tratta di un pili antico modello mitico-rituale confluito nella tradizione cristiana, oppure tale vicenda ha rappresentato anche sul piano storico (oltre che teologico) un incomparabile salto di qualità segnando l’itinerario spirituale dell’umanità in modo indelebile? In questo volume si studiano gli antichi “dei morenti”: l’egiziano Osiride, il mesopotamico Dumuzi-Tammuz, l’anatolico Telipinu, il siriano Baal, i fenici Melqart, Eshmun e Adonis, il frigio Attis e i greci Demetra e Kore e Dioniso. Essi sono al centro di un’indagine che ci obbliga a misurarci con quel destino mortale in cui l’uomo ha voluto coinvolgere anche gli dei.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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