Il matriarcato: ricerca sulla ginecocrazia del mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici – Johann Jakob Bachofen; edizione italiana a cura di Giulio Schiavoni (1988). Torino: Einaudi, 2 vol. (1210 p.) ; 22 cm.

È questa la prima edizione completa del monumentale Mutterrecht (1861), l’opera piú significativa e piú nota di Johann Jakob Bachofen, mai tradotta per intero neppure in altre lingue. Rassegna enciclopedica di miti e di simboli di ogni parte del mondo, questo testo classico dell’antropologia e della storia delle religioni, piú citato che effettivamente letto, è basato sulla scoperta di uno stadio dell’evoluzione della civiltà, durante il quale il potere sarebbe stato in mano alle donne anziché agli uomini. Nel matriarcato e nell’amore della madre per i figli (riscontrato in innumerevoli figure di Grandi Madri, prima fra tutte Demetra) Bachofen esalta una sorta di «poesia della storia», e una fase di grande elevazione morale della vita e del costume. Secondo Bachofen, l’umanità si sarebbe sviluppata da una fase primordiale di promiscuità sessuale e da uno stadio matriarcale, improntato a stabilità, sicurezza e serenità, a una fase contrassegnata dalla vittoria del diritto maschile, o «paterno», che avrebbe trovato i suoi paladini in Apollo e in Augusto. Alimentato dalla costante tensione dialettica fra le società di tipo ginecocratico e i nuclei sociali che affermano il principio paterno, lo studio di Bachofen riesamina il contrasto fra le due concezioni (materiale l’una, spirituale l’altra; notturna la prima, solare la seconda) da un’angolatura inconsueta rispetto alle pubblicazioni scientifiche dell’epoca, tanto da scatenare l’ostracismo degli accademici. Con una erudizione sbalorditiva, Bachofen si muove ben al di là dell’orizzonte europeistico allora in voga, per indagare la situazione sociale della donna non solo nel mondo greco-romano classico ma anche in aree meno frequentate, come l’India e l’Asia centrale, l’Egitto, la Libia, le terre degli Incas.

Johann Jakob Bachofen (Basilea, 22 dicembre 1815 – Basilea, 25 novembre 1887) è stato un giurista, storico e antropologo svizzero, noto per la sua teoria sul matriarcato. Dopo alcuni cruciali viaggi in Italia e in Grecia, fu con il Saggio sul simbolismo funerario degli antichi (1859), che Bachofen gettò le fondamenta metodologiche del suo lavoro, incentrate sulla definizione del concetto di simbolo “riposante in sé stesso”; quest’ultimo, non rappresentando altro che sé stesso, attinge alla verità metafisica che trova nella storia la sua concreta incarnazione. Con l’opera Il diritto materno, nota anche come Il matriarcato (1861), Bachofen concretizzò meglio il suo discorso, declinando, mediante lo studio di simboli e miti, quella che egli riteneva l’essenza primordiale della dialettica storica, ovvero l’alternanza di fasi matriarcali e patriarcali. Si tratta di teorie che egli riprese e approfondì in altre importanti opere come Il popolo licio (1862), La Saga di Tanaquilla (1870), concepita all’origine come risposta all’avversata Storia romana del Mommsen, e infine le Lettere antiquarie (1880-1886).

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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