
Gli Insubri: astronomia e simbolismo cosmico delle popolazioni celtiche che fondarono Milano – Adriano Gaspani
Ricerche nel patrimonio librario
Gli Insubri esplora il rapporto tra cielo, territorio e luoghi sacri delle popolazioni celtiche stanziate tra il Po e i laghi prealpini. Adriano Gaspani riunisce archeologia e archeoastronomia per ricostruire orientamenti, geometrie e riferimenti cosmici presenti negli insediamenti dell’età del Ferro, dedicando particolare attenzione alla fondazione di Milano e ai centri dell’antica Insubria.
Dati dell’edizione
- Titolo: Gli Insubri
- Sottotitolo: Astronomia e simbolismo cosmico delle popolazioni celtiche che fondarono Milano
- Autore: Adriano Gaspani
- Editore: Keltia, Aosta
- Anno: 2009
- Pagine: 319
- Apparato illustrativo: illustrazioni
- Formato: 21 cm
- Lingua: italiano
Il volume
L’Insubria corrisponde alla regione occupata nell’età del Ferro dalle popolazioni insubri, nell’area compresa tra la pianura del Po e i laghi prealpini. Il libro segue la formazione di questo territorio culturale, dalle componenti della cultura di Golasecca alla successiva presenza gallica, osservando il ruolo attribuito al cielo nell’organizzazione degli spazi sacri e della vita agricola.
Gaspani esamina testimonianze archeologiche, configurazioni topografiche e possibili orientamenti astronomici. L’osservazione dei cicli solari, lunari e stellari viene posta in relazione con la scelta dei luoghi, la disposizione degli insediamenti e la costruzione di un paesaggio nel quale spazio terrestre e ordine cosmico si rispecchiano.
Milano, Como e i luoghi sacri dell’Insubria
Una parte centrale della ricerca riguarda il problema della fondazione di Milano e il significato del suo territorio originario. Il percorso si estende quindi all’oppidum dei Comenses presso Como e al cosiddetto “Grande Cerchio”, interpretato dall’autore come una struttura con funzioni legate all’osservazione astronomica durante l’età del Ferro.
Il volume prende inoltre in esame l’area della valle del Curone e di Montevecchia, gli insediamenti della Val d’Ossola e l’oppidum di Monte Caslè in Val d’Intelvi. Questi luoghi vengono letti come parti di una rete culturale più ampia, riconoscibile attraverso analogie nelle scelte territoriali, negli orientamenti e nel simbolismo.
Tra i temi affrontati compare anche il “Sacro Triangolo dei Celti Insubri”, collegato dall’autore a un passo della Naturalis historia di Plinio il Vecchio conservato nella tradizione manoscritta. Testi antichi, rilievi sul terreno e calcoli astronomici concorrono così a delineare una geografia sacra dell’Insubria.
Perché conservarne memoria
Il libro documenta un ampio percorso di ricerca dedicato alla relazione tra popolazioni antiche, osservazione del cielo e costruzione del territorio. Conservarne memoria permette di seguire una lettura archeoastronomica dell’Insubria e di mantenere unite fonti scritte, siti archeologici, rilievi e interpretazioni che riguardano la storia più antica dell’area milanese e prealpina.
L’autore
Adriano Gaspani, nato a Bergamo il 23 marzo 1954, ha svolto attività presso l’Osservatorio Astronomico di Brera dell’INAF. Membro della Società Italiana di Archeoastronomia fin dalla sua fondazione, ha dedicato le proprie ricerche all’archeoastronomia europea, con particolare attenzione ai periodi protostorico e medievale, alle tecniche di rilevamento dei siti e all’analisi dei loro possibili orientamenti astronomici.
Ricerche nel patrimonio librario
Questo articolo fa parte di Ricerche nel patrimonio librario, il percorso dell’Antro di Thoth dedicato a volumi, fonti e documenti che alimentano la ricerca storica e la memoria delle tradizioni.
Fonti per i dati bibliografici e l’attività dell’autore: INAF – Osservatorio Astronomico di Brera; pubblicazioni archeoastronomiche di Adriano Gaspani; riferimenti bibliografici dell’opera Keltia.



