L’ anima del mondo e il pensiero del cuore – James Hillman; a cura di Francesco Donfrancesco; postfazione di Paulo Barone (1993). Milano: Garzanti, 131 p. ; 21 cm.

Quella malattia della psiche che è oggi la normalità ha trovato in Hillman un interprete che non concede facili terapie. La sua via è piuttosto quella di chi indica, con pacatezza, l’inevitabilità di un mutamento radicale del quale nessuno può garantire di essere capace. Ma di questo si tratterebbe: dare la precedenza “all’anima rispetto alla mente, all’immagine rispetto al sentimento, al singolo rispetto al tutto”.

James Hillman (Atlantic City, 12 aprile 1926 – Thompson, 27 ottobre 2011) è stato uno dei maggiori filosofi contemporanei, oltre che il più illustre esponente della psicoanalisi di matrice junghiana. Nel 1960 pubblica a Londra il suo primo best-seller scientifico “Emotion: a comprehensive phenomenology of Theories and Their Meanings for Therapy”. Nel 1970, diventato direttore delle Spring Pubblications ha lanciato una nuova scuola di indirizzo junghiano sulla cultura e l’immaginazione, applicando le conclusioni tratte dalle analisi individuali a processi di senso collettivo. Il movimento fondato da Hillman, la psicologia archetipa, sta ottenendo un successo enorme e sembra destinato a innovare profondamente la tradizione junghiana. Tra le sue pubblicazioni in lingua italiana, oltre “Il codice dell’anima”, ricordiamo almeno “Anima. Anatomia di una nozione personificata”, “Puer aeternus“, “Fuochi blu”, “Il mito dell’analisi”, “Re-visione della psicologia”. Nel 2013 è uscito postumo per i tipi Adelphi “Psicologia alchemica”.

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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