Allucinogeni sacri nel mondo antico. Mitologia ierobotanica – Gilberto Camilla, Carl A.P. Ruck (2007). Torino: Nautilus, 308 p. : ill. ; 24 cm.

La letteratura classica è piena di riferimenti a piante e droghe e di descrizioni dei loro effetti. E sempre le piante sono associate ad una divinità il cui rapporto può essere spiegato solo come metafora di una lunga evoluzione culturale iniziata nel Paleolitico, quando le piante erano dei, dei tanto più potenti quando avevano proprietà allucinogene. Gran parte della mitologia legata alle piante sacre degli dei sembra riflettere questa evoluzione: il racconto mitico doveva avere un senso “pedagogico” per gli iniziati ai segreti divini, forse già in origine tramandato in forma ermetica per proteggere dietro a nomi simbolici il vero nome della pianta “innominabile”.
Sembra allora attendibile l’ipotesi che molte delle mitologie relative al rapporto “divinità-pianta sacra” si riferissero originariamente a dei vegetali psicoattivi, miti che col tempo persero il loro valore “educativo” e così la pianta vera venne “dimenticata”, sostituita sempre più con la pianta simbolica che probabilmente ricordava la pianta “innominabile” per qualche suo attributo: colore, forma, habitat, e via dicendo. Perché, non dimentichiamolo, Demetra era la dea dell’orzo, non della cipolla; Dioniso del vino, non della camomilla…
In questi saggi si ripercorre l’evoluzione di questo percorso culturale per mostrarci come l’uso delle piante psicoattive abbia permeato l’insieme della civiltà greca nelle sue caratteristiche più profonde, quelle degli sciamani, dei veggenti, di Demetra, di Dioniso, di Perseo il “raccoglitore di funghi”, di Glauco, di Giasone l’uomo – droga, di Apollo, degli Iperborei del Mitraismo, di Baubo e la sua danza oscena.

Gilberto Camilla è uno storico, ricercatore e psicoanalista, ha esercitato la professione di Psicoterapeuta sino al 1992, è tra i fondatori della SISSC (Società Italiana Studio Stati di Coscienza) di cui è attualmente presidente. Dal 1994 Direttore Scientifico della rivista “Altrove”, è autore di libri e di numerosi contributi a svariate pubblicazioni tra le quali ricordiamo: La canapa indiana fra ebbrezza divina ed ebbrezza profana, 1996 – Ecstasy, fra psicoterapia, technosballati e neuroscienze, 2000 – Hofmann, Scienziato alchimista. Tributo allo scopritore dell’LSD, 2001 – Psicofunghi italiani, 2003 – Le Piante Sacre, 2003 – Pionieri della Psichedelia (con F. Gosso), 2004 – Sciamanismo e Stregoneria (con M. Centini), 2005 – Allucinogeni e Cristianesimo (con F. Gosso), (2007).

Carl Anton Paul Ruck (Bridgeport, 1935) è uno dei maggiori conoscitori della letteratura antica e uno dei più apprezzati filologi statunitensi; insieme a Robert Gordon Wasson e ad Albert Hofmann ha aperto un nuovo capitolo della storia dell’etnomicologia, un capitolo fondamentale per capire la religione dell’antica Grecia. Instancabile e attento osservatore del simbolismo nel mondo classico e nel Cristianesimo delle origini, proprio a lui si deve il neologismo enteogeno oggi entrato nel linguaggio comune per definire le piante sacre (allucinogene), ottenuto dalle parole greche entheos e genés, “che manifesta il dio interiore”.

Il libro, edito da “Nautilus”, è disponibile in versione cartacea.

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