Il mulino di Amleto: saggio sul mito e sulla struttura del tempo – Giorgio de Santillana, Hertha von Dechend; edizione italiana a cura di Alessandro Passi (1990). Milano: Adelphi Edizioni, 551 p., \16! c. di tav. : ill. ; 24 cm.

Il mulino di Amleto è uno di quei rari libri che mutano una volta per tutte il nostro sguardo su qualche cosa – in questo caso sul mito e sull’intera compagine di ciò che si usa chiamare «il pensiero arcaico». Il lettore che si getta in questa ricca avventura, simile a una nuova nave Argo che attraversa l’oceano delle immagini, sentirà alla fine che il viaggio è appena cominciato, ma avrà la prova che si può ancora ascoltare molte fra le storie più antiche come i frammenti di un’unica storia. Ed è una storia inesauribile, che mescola la terra e il cielo, l’enigma e il gioco, la misura e il racconto, il numero e la figura. Ad essa continuiamo ad appigliarci, molto spesso senza saperlo, quando tentiamo di raccontare le nostre storie.
Il libro che finalmente ci ha fatto capire che cosa vedessero gli antichi nel cielo.

Giorgio de Santillana (Roma, 30 maggio 1902 – Beverly, 8 giugno 1974) è stato uno storico italiano, un fisico e filosofo della scienza, nonché docente al MIT. Curatore della prima moderna traduzione inglese del Dialogo dei due massimi sistemi del mondo (Dialogue on the Two Great Systems, Chicago 1953), Santillana è autore di numerose opere, alcune disponibili anche in italiano: Compendio di storia del pensiero scientifico (1946, in collaborazione con F. Enriques), Le origini del pensiero scientifico (Sansoni, 1966), Processo a Galileo (1960), Fato antico e Fato moderno (Adelphi, 1986) e, in collaborazione con Herta von Dechend, Il mulino di Amleto (Adelphi, 1983), ampio «saggio sul mito e sulla struttura del tempo».

Disponibile in VERSIONE CARTACEA e digitale in PDF.

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