Il diagramma magico – Gustav Meyrink (1983). Roma: Basaia, 152 p. ; 21 cm.
l diagramma magico è una raccolta di scritti esoterici, saggi brevi e testi polemici di Gustav Meyrink, autore austriaco noto soprattutto per il romanzo Il Golem, ma figura centrale anche nel panorama dell’esoterismo europeo tra XIX e XX secolo. Il volume riunisce interventi nati in contesti diversi — articoli, riflessioni, appunti e scritti divulgativi — accomunati da uno sguardo lucido, ironico e profondamente critico verso il mondo dell’occulto, del misticismo organizzato e delle derive settarie.
Lontano da ogni spiritualismo ingenuo, Meyrink affronta temi come le società iniziatiche, le sette pseudo-esoteriche, il magnetismo, la medianità, la magia cerimoniale, smascherando con precisione chirurgica i meccanismi di potere, autosuggestione e manipolazione che spesso si celano dietro la pretesa conoscenza del “segreto”. La sua analisi è tanto più efficace perché nasce da un’esperienza diretta: Meyrink fu infatti profondamente immerso negli ambienti occultistici del suo tempo, frequentando logge, circoli teosofici, praticanti di yoga, alchimia e cabala.
Il “diagramma” evocato nel titolo non è un simbolo puramente astratto, ma rappresenta una mappa interiore, una struttura invisibile che governa la coscienza e i suoi stati. Per Meyrink, la vera iniziazione non passa attraverso rituali esteriori o gerarchie iniziatiche, bensì attraverso una trasformazione radicale della percezione, una disciplina interiore capace di spezzare l’illusione dell’io ordinario. In questo senso, il libro si colloca a metà strada tra saggio esoterico, critica spirituale e manuale negativo dell’iniziazione, insegnando più per sottrazione che per accumulo di dottrine.
Uno degli aspetti più moderni dell’opera è il suo tono disincantato: Meyrink non risparmia sarcasmo e durezza verso i “ciarlatani della magia”, i falsi maestri, i medium compiacenti e gli ambienti che trasformano il sacro in spettacolo o in strumento di dominio psicologico. Questa posizione rende Il diagramma magico sorprendentemente attuale, anticipando molte delle critiche contemporanee ai movimenti spirituali manipolativi e alle derive new age.
Accanto alla demolizione dell’occultismo superficiale, emerge tuttavia una visione profonda e autentica della via interiore, intesa come risveglio della coscienza, esperienza diretta dell’invisibile e riconquista di una sovranità spirituale individuale. Meyrink dialoga implicitamente con le grandi correnti iniziatiche — dall’ermetismo alla mistica orientale, dalla cabala alla tradizione rosacrociana — senza mai ridurle a sistemi dogmatici.
Il diagramma magico è dunque un testo prezioso per chi si occupa di esoterismo in modo critico e consapevole: non un libro di formule o rituali, ma un’opera di discernimento, capace di distinguere tra autentica ricerca spirituale e illusione, tra conoscenza trasformativa e suggestione collettiva. Un libro che, più che offrire risposte, insegna a riconoscere le trappole del falso sacro e a orientarsi nel labirinto dell’occulto con lucidità e responsabilità.
Gustav Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer (Vienna, 19 gennaio 1868 – Starnberg, 4 dicembre 1932), è stato uno scrittore, traduttore, banchiere ed esoterista austriaco. Ha legato il suo nome all’opera esoterica Il Golem, che riprende una vecchia leggenda ebraica di Praga. In Italia si deve al filosofo Julius Evola la traduzione e diffusione di molte sue opere.
Le esperienze di confine e la vita dopo la morte – Filippo Liverziani (1986). Roma: Edizioni Mediterranee, 223 p. ; 22 cm.
In questo volume Filippo Liverziani rileva la continuità che esiste tra tutta una serie di fenomeni che, nel loro insieme, suggeriscono la sopravvivenza. Le esperienze fuori del corpo ci consentono di scoprire l’anima e di affermare la sua autonomia dal corpo fisico vivendola in prima persona. Viene, cosi, reso possibile un nuovo approccio sperimentale alla questione della sopravvivenza, che la vecchia filosofia occidentale ha affrontato in maniera fin troppo astratta. Un passo avanti è costituito dalle esperienze di pre-morte che hanno per testimoni quei soggetti che, dopo essere giunti sulla soglia della morte senza definitivamente varcarla, ritornano indietro e possono raccontarci quel che hanno provato e visto: quel che si può considerare una sbirciata nell’altra dimensione. Strettamente analoghe appaiono le esperienze di crisi della morte, quali vengono attestate nelle comunicazioni medianiche più affidabili. In chiara e netta continuità si rivelano le successive esperienze di vita dopo la morte. Le predette esperienze trovano tutte la loro documentazione in una vasta e varia letteratura che, analizzata con l’attenzione che merita, ci presenta un quadro concordante e coerente, che nella sostanza conferma in pieno o gli insegnamenti religiosi tradizionali. L’Autore, che aderisce alla tradizione cristiano-cattolica, evidenzia in particolare quanto in tali esperienze conferma la profonda verità del messaggio cristiano.
Filippo Liverziani, laureato in filosofia, ha insegnato nella Pontificia Università Gregoriana e nella Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» e attualmente dirige in Roma il Convivio, noto centro di studi e comunità di ricerca. Filosofo della religione e parapsicologo, è autore di sei volumi e di una cinquantina di saggi pubblicati su riviste specializzate. Nella foto appare con accanto la moglie Bettina, che è stata la «medium» delle esperienze riferite nel libro.
La storia della magia: con una esposizione chiara e precisa delle sue regole, dei suoi riti e dei suoi misteri; e sedici tavole fuori testo. Ristampa anastatica – Elifas Levi (1859). Roma: Atanòr, 362 p., [16] c. di tav. ; 22 cm.
Lo scopo essenziale, il fine ultimo al quale tendono il mago e la magia, in qualsiasi forma ed espressione, è la «volontà di potenza ». La Magia, infatti, secondo la definizione di Aleister Crowley, è l’arte di provocare cambiamenti conformi alla propria volontà. Secondo la tradizione magica, l’uomo è dotato di tre corpi, ciascuno dei quali funzionante su un diverso piano, o mondo: il corpo fisico, l’anima e lo spirito. Tali livelli non sono indipendenti, e determinate azioni condotte su uno di essi – secondo alcune precise modalità agiscono anche sugli altri, influenzandoli.
Eliphas Lévi, pseudonimo di Alphonse Louis Constant (Parigi, 8 febbraio 1810 – Parigi, 31 maggio 1875), è stato un esoterista francese. Fu il più famoso occultista e studioso di esoterismo dell’Ottocento. Levi pubblicò il suo studio più importante chiamato Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56), un’opera dedicata all’analisi delle più diverse branche dell’esoterismo antico e moderno, che egli definì “scienze occulte”. Inoltre, Levi stabilì per la prima volta un rapporto preciso fra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 Trionfi dei Tarocchi, da lui definiti “Arcani maggiori”, indicando in queste figure la chiave per la comprensione di tutti gli antichi dogmi religiosi. Dopo quest’opera capitale, Levi pubblicò numerosi altri volumi dedicati alle tradizioni magiche e diventò il punto di riferimento principale per gli studiosi di esoterismo, non soltanto in Francia.
Il mondo sotterraneo degli Etruschi – Giovanni Feo (2005). Genova: ECIG, 185 p. : ill. ; 22 cm.
Presso luoghi ritenuti sacri quali boschi, sorgenti, grotte , templi rupestri e siti prodigiosi, gli Etruschi hanno lasciato il segno della loro misteriosa civiltà. L’assidua frequentazione di tali luoghi ha indotto l’Autore ad approfondire le proprie conoscenze oltre che su documenti esistenti, anche con un accurato lavoro di ricerca sul campo, tenendo conto di tutte quelle possibili deduzioni che, luoghi, monumenti, frammenti di antiche dottrine e mitologie, potessero favorire. La venuta dall’Oriente verso il Centro Italia di questo popolo dalle oscure origini, trova singolari motivazioni nel fine esoterico di un primordiale culto della Terra, regolato da una enigmatica élite di Re sacerdoti, i Lucumoni. Attraverso le mitiche figure di alcune divinità, Voltumna, Tages, Minerua, Dis, viene rievocato lo scenario simbolico di quel Pantheon etrusco e italico che, ereditando tradizioni e dottrine da Pelasgi, Egizi, Mesopotamici e Cretesi, ha costituito l’ultima presenza degli antichi Dèi sulla terra, prima della rivoluzione giudaico-cristiana e parallelamente alla fondazione di Roma. Quale segno tangibile di ciò che fu il senso superiore della vita per gli Etruschi restano le “porte dell’Oltretomba” di Pitigliano, Sorano, Sovana, Castel d’Asso, e così le vie cave, i tumuli-labirinti, gli interminabili cunicoli; ossia tutti quei misteriosi percorsi sotterranei, scavati fra le rocce, rivelanti i tratti arcani di una civiltà che visse il crepuscolo delle antiche dottrine cosmologiche e l’occultamento di una millenaria sacralità.
Giovanni Feo (Roma, 1949 – Orvieto, 16 giugno 2019) ha svolto per più di tre decenni un’estensiva ricerca sul campo, incentrata sulla geografia sacra del territorio etrusco e pre-etrusco. Autore rinomato, ha scoperto il tempio astronomico di Poggio Rota e la rete territoriale di allineamenti della valle del Fiora.
Il popolo che sconfisse la morte: gli etruschi e la loro lingua – Giovanni Semerano; a cura di Maria Felicia Iarossi (2003). Milano: Mondadori, 163 p., [8! c. di tav. : ill. ; 21 cm.
Semerano si misura con il tema della lingua etrusca, raccogliendo i frutti di un lungo lavoro di ricerca storica e filologica. La tesi centrale: l’etrusco è una koiné mediterranea, un incontro tra lingue di ceppo semitico, le cui radici sono da ritrovare nell’ampio e remoto orizzonte che va da Sumer a Babilonia, dall’Assiria a Ebla. Un complesso quadro storico colpevolmente ignorato dagli etruscologi del passato; un altro colpo inferto al falso mito dell’indoeuropeo; un nuovo, prezioso contributo alla discussione sulle origini delle lingue europee. In appendice viene offerta per la prima volta la traduzione definitiva, con testo a fronte, delle Lamine di Pyrgi e della Tavola di Cortona.
Giovanni Maria Semerano (Ostuni, 21 febbraio 1911 – Firenze, 20 luglio 2005) è stato un bibliotecario, filologo e linguista italiano, studioso delle antiche lingue europee e mesopotamiche. Autore di ampi dizionari etimologici di greco e latino in cui ha proposto una sua innovativa teoria delle origini della cultura europea, in base alla quale le lingue europee risultano così essere di provenienza mediterranea e fondamentalmente semitica.
La leggenda di Robin Hood: sulle tracce dell’eroe fuorilegge e delle sue generose imprese – Graham Phillips, Martin Keatman (1996). Casale Monferrato: Piemme, 228 p. : ill. ; 22 cm.
Per molti secoli la leggenda di Robin Hood e della sua banda nascosta nella Foresta di Sherwood ha infiammato l’immaginazione popolare: ma chi fu veramente Robin Hood? Un abilissimo arciere, difensore dei poveri contro l’ingiustizia e la tirannide oppure un fuorilegge, un bandito a capo di una banda di briganti? Scavando negli archivi e tra gli antichi documenti della contea di Nottingham, Graham Phillips e Martin Keatman si sono messi sulle tracce del vero Robin Hood. Per scoprire l’uomo dietro al mito. Nell’Inghilterra del 1193, mentre Riccardo Cuor di Leone conduce i crociati alla riconquista del Santo Sepolcro, il fratellasto del re usurpa il trono e confisca i beni del Conte di Huntington che si ritira nella Foresta di Sherwood e si mette a capo di un gruppo di valorosi compagni: Maid Marian, Little John, Frate Tuck e gli altri. Forse qui sta l’origine del mito di Robin Hood. Ma secondo altri documenti, per la prima volta pubblicati in questo libro, Robin Hood fu un contadino rivoluzionario vissuto a York, nel Nord dell’Inghilterra, all’inizio del 1300. Mentre storia e leggenda si confondono nei secoli oscuri del Medioevo, una cosa sembra certa: i resti mortali del vero Robin Hood sarebbero sepolti vicino alla chiesa di Loxley, sotto una misteriosa pietra tombale.
Le ballate di Robin Hood – a cura di Nicoletta Gruppi (1991). Torino: Einaudi, 135 p. ; 20 cm.
Robin Hood: l’eroe infallibile, invincibile, che ruba ai ricchi per donare ai poveri. Questa, almeno, è l’immagine che di lui ci viene fornita dopo la rielaborazione romantica della leggenda e che viene tuttora riproposta dai film sul personaggio (ben due nel 1991). Ma diverso era il Robin Hood originario, quello delle opere anonime che, a partire dal XV secolo, hanno costituito il capostipite letterario di tutta la tradizione. Ecco dunque, proposto in questo libro, il “vero” Robin Hood: un semplice brigante specializzato nel rapinare i viaggiatori. Non è un eroe buono, né è mosso da improbabili motivazioni sociali. Però, qualcosa lo distingue dalla folla variopinta della malavita medievale: è il suo attenersi, o cercare di attenersi, ad alcune regole di comportamento ispirate a modelli cortesi. In questo modo Robin Hood ladro, Robin Hood “famoso assassino” tenta di sottrarre la propria esistenza a una dimensione negativa apparentemente ineluttabile. Le sue gesta sono la ricerca, se non l’affermazione, di una dignità umana che riscatti una vita marginale e degradata. “Le ballate di Robin Hood” offrono, dunque, un messaggio abbastanza semplice, ma di valore universale. Il loro fascino antico è tutto da riscoprire ed è sempre attuale, come vive e attuali sono le ragioni etiche e umane che ne stanno alla base.
Nicoletta Gruppi è una studiosa e curatrice editoriale italiana, specialista di letteratura medievale inglese e di tradizione balladistica anglosassone. La sua attività si colloca nell’ambito della filologia, della storia letteraria e della trasmissione delle forme narrative popolari, con particolare attenzione al rapporto tra oralità e scrittura, tra cultura colta e cultura folklorica.
Esiste l’Aldilà: un’eccezionale testimonianza rigorosamente documentata – Lino Sardos-Albertini (1986). Trento: Luigi Reverditio Editore, 191 p. : ill. ; 22 cm.
La straordinaria testimonianza del colloquio tra un padre e un figlio, oltre i limiti della morte.
«Tutto ebbe origine quando, nel giugno del 1981, avenne un fatto terribile per la mia famiglia…», cosi introduce la sua testimonianza Lino Sardos Albertini. Andrea, il figlio ventiseienne in procinto di laurearsi in legge, parte da casa per qualche giorno di vacanza prima dell’ultimo esame… «Da quel momento non abbiamo più avuto da lui nessuna notizia». La scomparsa getta il padre in uno sconforto disperato. Circa due anni dopo, quasi casualmente, entra in contatto con una sensitiva, la signora Anita e, attraverso di lei, riesce a comunicare col figlio che gli rivela di essere stato assassinato a Torino durante una rapina. Segue un periodo di affannosa ricerca del corpo, localizzato nel Parco del Valentino, alle rive del Po; ricerca che si rivelerà in sé infruttuosa ma in realtà fecondissima perché nel lungo, amorevole dialogo tra padre e figlio – attraverso la medium – si viene definendo il vero scopo di quel rapporto ritrovato: annunciare al mondo che esiste l’aldilà.
Lino Sardos Albertini accetta di sostenere la “missione” di Andrea e il risultato è questo libro. Fatti, circostanze, prove, segni vi sono descritti con commovente scrupolo, lo stesso che induce a riportare i “verbali” dei colloqui, così inquietanti e meravigliosi, tra l’aldilà e l’aldiquà.
Nello stesso tempo l’ansia religiosa spinge il padre a sottoporre al vaglio della Chiesa, e della propria coscienza cristiana, ogni aspetto di un’esperienza di cui è pronto a riconoscere le insidie. Infine il dramma della morte del figlio si trasforma, da scandalo e inaccettabile tormento, in mistero di fede. Una storia avvincente di dolore, di fede e di speranza, un annuncio rivolto al mondo: esiste l’aldilà.
Andrea Sardos Albertini (Trieste, 29 luglio 1955 – Torino, giugno 1981) è stato un pallavolista italiano, di ruolo schiacciatore, ma certamente più noto per le circostanze della sua scomparsa nei primi anni ottanta, oggetto sia di un lungo caso di cronaca e, soprattutto, di alcuni dibattiti nella ricerca sui fenomeni paranormali.
Her-Bak Cecio – Isha Schwaller de Lubicz; premessa di Alessandro Boella e Antonella Galli ; traduzione di Igor Legati (2003). Vicenza: N. Pozza, 443 p. : ill. ; 20 cm.
Her-Bak Cecio sembra un ragazzo egiziano come tanti: di umili origini, curioso, intelligente e vivace. In realtà, è un prescelto. Della sua educazione si occupa, infatti, a sua insaputa, un misterioso vecchio, un Sacerdote del Tempio, il simbolo della millenaria sapienza dell’Egitto. Passando gradualmente prima attraverso gli ammaestramenti della natura, poi del lavoro artigianale e della scuola, Her-Bak Cecio riesce così ad andare oltre la semplice intelligenza cerebrale e a liberare l’ <<intelligenza del cuore», la sola che permetta la conoscenza delle cause, e la vera comprensione e realizzazione del divino che è in noi. Attraverso un’accurata ricostruzione della vita quotidiana, del pensiero e della religione dell’Alto Egitto nell’età faraonica, Isha Schwaller de Lubicz ci conduce davanti ai misteri del Tempio, dov’è custodita la più antica sapienza del mondo.
Isha Schwaller del Lubicz (1885-1963) fu allieva, poi moglie e stretta collaboratrice del teosofo ed egittologo René Adolphe Schwaller (colui che scoprì il segreto dell’architettura iniziatica faraonica). Stabilitasi con il marito in Egitto nel 1939, mentre un giorno si riposava all’ombra di un mastaba, ricevette la rivelazione dell’interpretazione simbolica dei geroglifici. Dopo aver scritto una Contribution a l’Egyptologie, si dedicò alla composizione di due romanzi iniziatici ambientati nell’antico Egitto: HerBak Cecio e Her-Bak discepolo, entrambi pubblicati in Italia da Neri Pozza.
Vedrai mirabilia: un libro di magia del Quattrocento – Florence Gal, Jean-Patrice Boudet, Laurence Moulinier-Brogi (2017). Roma: Viella, 470 p., [3] carte di tav. : ill. ; 21 cm.
Nel 1446 l’amanuense principale del manoscritto italiano 1524 della Bibliothèque nationale de France finisce il suo lavoro: questo manoscritto di 236 fogli di pergamena, adornato di miniature di fattura lombarda, offre similitudini con codici appartenuti al duca di Milano Filippo Maria Visconti.
Il volume, che sembra essere il risultato di una richiesta di traduzioni, dal latino all’italiano, da parte di un membro laico della corte ducale, raccoglie una quindicina di testi di astrologia e soprattutto di magia, tra i quali una Necromantia con quasi 250 experimenti e una traduzione del trattato di magia rituale Clavicula Salomonis. Tratto originale del volume è la preponderanza della tematica della magia amorosa, in particolare nella Necromantia, di cui i due terzi degli experimenti si riferiscono all’amore e alla sessualità.
Questo libro propone un’edizione del manoscritto, preceduta da un’ampia introduzione che descrive questo codice unico nel suo genere e il suo contesto, analizzando le operazioni magiche e le loro motivazioni. L’edizione del testo è seguita da vari indici che permettono al lettore di orientarsi nel dedalo dei testi e delle ricette.
Florence Gal (1979-2012) ha scritto una tesi di laurea e un DEA dell’Università Paris X-Nanterre su questo manoscritto. A lei si deve la prima stesura della trascrizione.
Jean-Patrice Boudet è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Orléans.
Laurence Moulinier-Brogi è professoressa ordinaria di Storia medievale all’Università Lumière – Lyon 2.
L’esoterismo cristiano e San Bernardo – René Guénon (1997). Carmagnola: Arktos, 166 p., \4! c. di tav. : ill. ; 21 cm.
Gli articoli riuniti nel presente volume sono dedicati, prevalentemente, a delle organizzazioni che René Guénon considerava essere state, nel Medioevo, le detentrici dell’insegnamento e dei metodi dell’esoterismo cristiano: l’Ordine del Tempio, i Fedeli d’Amore e la Cavalleria del Santo Graal. Tali articoli, pertanto, costituiscono un complemento dell’Esoterismo di Dante e de il Re del Mondo. Abbiamo aggiunto, all’inizio, altri due articoli: “A proposito delle lingue sacre” e “Cristianismo e iniziazione“; il primo, che mette in luce l’importanza della lingua ebraica in seno al Cristianismo, indica forse la più importante via di ricerca per lo studio approfondito delle scienze tradizionali e dei metodi dell’esoterismo cristiano; il secondo tratta della struttura stessa del Cristianismo, sotto il duplice aspetto religioso ed iniziatico. (Dalla prefazione all’edizione francese di “Aperçus sur l’èsoterisme chrétien“, di Jean Reyor, alias Marcel Clavelle). Il volume contiene, nella presente edizione, lo studio su “San Bernardo” che nell’edizione francese venne pubblicato in volumetto a parte.
René Jean-Marie-Joseph Guénon, conosciuto anche come Shaykh ‘Abd al-Wahid Yahya dopo la conversione all’Islam (Blois, 15 novembre 1886 – Il Cairo, 7 gennaio 1951), è stato uno scrittore, esoterista, intellettuale francese. Con la sua opera, ha ridefinito la nozione di metafisica come «conoscenza dei princìpi di ordine universale, da cui tutto procede», l’opera di René Guénon non si presenta né come un sistema filosofico basato sul sincretismo né come formalizzazione di un pensiero neospiritualistico. Piuttosto, essa è diretta, nelle intenzioni del suo autore, all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «dottrine tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, Libera Muratorìa, Compagnonaggio, ecc.), intese come espressioni del sacro funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. René Guénon ha ricordato l’Unità metafisica che conferisce realtà a ogni Rivelazione, unità simboleggiata in questo mondo dai legami che ogni forma tradizionale deve necessariamente mantenere con la Tradizione Primordiale unica. Nello stesso tempo, però, ha ripetutamente insistito sulla necessità di rispettare la specificità di ogni forma rivelata, mettendo in guardia da ogni tentativo di ricostituzione formale ed esteriore dell’Unità perduta.
L’ esoterismo di Dante – René Guénon (1971). Roma: Atanòr, 78 p. ; 22 cm.
Dopo aver esaminato analogie e corrispondenze con gli ordini cavallereschi, il rosicrucianesimo, l’ermetismo e l’Islam suggerite in passato da studiosi e occultisti, Guénon procede a una geometrica esposizione del simbolismo insito in alcuni temi cruciali della “Commedia”: i tre mondi, i numeri, il tempo. Ecco allora che l’Inferno appare come ricapitolazione degli stati che precedono logicamente lo stato umano e manifestazione delle possibilità di ordine inferiore che l’essere porta ancora in sé, il Purgatorio come prolungamento dello stato umano, che viene così condotto alla pienezza della sua espansione e il Paradiso come ascesa agli stati superiori dell’essere.
René Jean-Marie-Joseph Guénon, conosciuto anche come Shaykh ‘Abd al-Wahid Yahya dopo la conversione all’Islam (Blois, 15 novembre 1886 – Il Cairo, 7 gennaio 1951), è stato uno scrittore, esoterista, intellettuale francese. Con la sua opera, ha ridefinito la nozione di metafisica come «conoscenza dei princìpi di ordine universale, da cui tutto procede», l’opera di René Guénon non si presenta né come un sistema filosofico basato sul sincretismo né come formalizzazione di un pensiero neospiritualistico. Piuttosto, essa è diretta, nelle intenzioni del suo autore, all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «dottrine tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, Libera Muratorìa, Compagnonaggio, ecc.), intese come espressioni del sacro funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. René Guénon ha ricordato l’Unità metafisica che conferisce realtà a ogni Rivelazione, unità simboleggiata in questo mondo dai legami che ogni forma tradizionale deve necessariamente mantenere con la Tradizione Primordiale unica. Nello stesso tempo, però, ha ripetutamente insistito sulla necessità di rispettare la specificità di ogni forma rivelata, mettendo in guardia da ogni tentativo di ricostituzione formale ed esteriore dell’Unità perduta.
Il grande viaggio nei mondi danteschi: iniziazione ai misteri maggiori – Emma Cusani (1993). Roma: Edizioni Mediterranee, 354 p. ; 24 cm.
Un’interpretazione esoterica dei canti della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Emma Cusani è una studiosa italiana di simbologia e tradizioni iniziatiche applicate alla letteratura, con particolare attenzione all’opera di Dante Alighieri. La sua ricerca si colloca nell’ambito dell’interpretazione simbolico-esoterica dei testi medievali, mirando a far emergere i livelli di lettura interiore e sapienziale spesso trascurati dall’esegesi esclusivamente storica o filologica.
Nel volume Il grande viaggio nei mondi danteschi: iniziazione ai misteri maggiori, l’autrice propone una lettura della Divina Commedia come percorso iniziatico completo, strutturato secondo tappe di purificazione, trasformazione e reintegrazione spirituale. Inferno, Purgatorio e Paradiso vengono interpretati come stati della coscienza e gradi di conoscenza, in continuità con le dottrine misteriche, l’ermetismo cristiano e la simbologia medievale.
Il testo, di taglio sintetico ma denso, si rivolge a chi desidera accostarsi a Dante non solo come poeta, ma come custode di una sapienza iniziatica, restituendo alla Commedia la sua funzione di mappa spirituale e cosmologica dell’anima in cammino.
Il problema dello spazio e la concezione del mondo: la teoria endosferica del campo o sistema cosmocentrico – Paolo Emilio Amico-Roxas (1960). Roma: Libr. editrice universitaria D’Isa, 375 p. : ill., 16 tav. ; 24 cm.
Una nuova concezione del mondo? I grandi successi della Meccanica Celeste, le conferme notevolissime, nel campo sperimentale, della legge di Newton appaiono alla mente del fisico moderno e, più ancora, all’uomo della strada, come una riprova della verità della concezione classica del mondo (le modificazioni apportate da Einstein sono quantitativamente assai lievi). Tuttavia in questo libro si presenta una nuova concezione del mondo: gli stessi fatti, gli stessi esperimenti possono essere interpretati in altro modo.
Paolo Emilio Amico-Roxas è stato uno studioso e autore italiano nell’ambito dell’esoterismo tradizionale, della metafisica e della simbolica iniziatica. La sua ricerca si colloca nel solco del pensiero tradizionale europeo, con particolare attenzione alla continuità della sapienza iniziatica dell’Occidente, dalle radici classiche e medievali fino alle sue espressioni moderne. Nei suoi scritti affronta temi quali il simbolismo sacro, la trasmissione iniziatica, l’ermetismo e il rapporto tra conoscenza spirituale e forme religiose, distinguendo con chiarezza tra autentica Tradizione e derive spiritualistiche o sincretiche. Il suo stile è sobrio, essenziale e orientato al discernimento dottrinale, rendendo i suoi testi punti di riferimento per un approccio serio e non divulgativo all’esoterismo occidentale.
La suprema armonia dell’universo: la teoria endosferica del campo – Paolo Emilio Amico-Roxas (1990). Milano: Kemi, 187 p. : ill. ; 23 cm.
La teoria della Terra Cava, retaggio della cultura Egizia, è giustificata dall’Autore che, con un’esposizione matematica e fisica resa chiara e semplice, mostra come la Terra sia l’ultimo confine dell’Universo, seguendo la trasformazione dei raggi vettori reciproci. L’Universo si comporta come un campo elettromagnetico sfruttando, come poli, il Sole e il Centro Stellare. La concezione richiama le vecchie teorie cosmogoniche riguardanti l’Uovo al cui interno appare Fanes.
Gli insubri: simbolismo cosmico delle popolazioni che fondarono Milano – Adriano Gaspani (2009). Aosta: Keltia, 319 p. : ill. ; 21 cm.
L’Insubria, è la regione che corrisponde al territorio abitato dagli Insubri, popolo celtico che ha occupato la regione tra il Po e i laghi prealpini dal IV sec a.C. cui Polibio attribuisce la fondazione di Milano intorno al 390 a.C. Il territorio dell’Insubria, inteso come la regione abitata durante l’età del Ferro dalle popolazioni Insubri di ceppo celtico prima golasecchiano e successivamente gallico rilevano inequivocabili tracce dall’esistenza di luoghi sacri in cui l’osservazione del cielo e dei suoi fenomeni fu fondamentale sia dal punto di vista del culto che della pianificazione agricola. Il testo si occupa del mistero della fondazione di Milano, dell’oppidum dei Comenses, gli Insubri di Como e quindi anche della problematica relativa al cosiddetto “Grande Cerchio”, un grande osservatorio astronomico attivo durante l’età del Ferro scoperto meno di due anni or sono nei pressi di Como. Vengono anche presi in esame: il grande oppidum presente lungo la valle del Curone, nei dintorni di Montevecchia di Lecco, gli insediamenti insubri lungo la Valle Ossola, l’oppidum di Monte Caslè in Val d’Intelvi e l’enigma del “Sacro Triangolo dei Celti Insubri” citato da Plinio il Vecchio e presente nella trascrizione della Naturalis Historia contenuta nel Manoscritto di Oxford. Gli Insubri sono considerati i fondatori della città di Milano.
Adriano Gaspani (Bergamo, 23 Marzo 1954) vive a contatto delle natura, in un luogo isolato e impervio tra le montagne dell’alta Valle Brembana, nel Bergamasco. Dal 1981, fa parte dello staff dell’Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), afferente all’I.N.A.F. (Istituto Nazionale di Astrofisica – Roma). Membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia) sin dalla sua fondazione, svolge le sue ricerche nel campo dell’Archeoastronomia con particolare riferimento ai periodi protostorico e medioevale in Europa e relativamente al perfezionamento delle tecniche di rilevamento dei siti archeologici di rilevanza astronomica e dell’analisi dei dati raccolti.
I druidi: spiritualità e saggezza dell’antica Europa – Jean de Galibier (2004). Aosta: Keltia, 159 p. : ill. ; 21 cm.
I Celti, popolo indoeuropeo come Latini e Germani, furono illuminati dalla presenza dei Druidi. Il “Druido”: mago, filosofo, sacerdote, storico, poeta, giudice e medico. Una figura affascinante di “uomo del sapere”, versato in astronomia come in medicina, custode della storia del clan come delle segrete nozioni di magia verde velata dal mistero, filosofo e guerriero all’occorrenza, è figura di rilievo sopravvissuta sino ad oggi ed ancora ben presente in miti leggende e aneddoti d’ogni genere.
The Three Kingdoms: Russian Folk Tales from Alexander Afanasiev’s Collection – Alexander Afanasyev (1985). Moscow: Raduga Publishers, 158 p.
An illustrated collection of thirty-four traditional Russian tales including “Ivan the Fool,” “The Fire-Bird and Princess Vassilissa,” and “The Wise Maid and the Seven Robbers.”
Alexander Nikolayevich Afanasyev (23 July 1826 — 5 October 1871) was a Russian Slavist and ethnographer who published nearly 600 Russian fairy and folk tales, one of the largest collections of folklore in the world. The first edition of his collection was published in eight volumes from 1855 to 1867, earning him the reputation as being the Russian counterpart to the Brothers Grimm.
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The Complete Golden Dawn System of Magic – Israel Regardie (1984). Tempe: Falcon Press, 1077 p.
This is the master compilation of the magical teachings of the Hermetic Order of the Golden Dawn of which Israel Regardie was an initiated Adept. The material in this book is a highly improved version of the ground breaking material in the four-volume set by Dr. Regardie that revolutionized the Occult world in the late 1930s. It includes the Order’s instructions in Ritual Magic, Invocation, Tarot, Qabalah, Enochian, Astrology, Esoteric Doctrine and more, along with the Order’s Initiation Rituals.
Israel Regardie (1907-1985) was an Adept of the Golden Dawn. At an early age, Regardie worked as Aleister Crowley’s personal secretary. Regardie was the messenger to the modern world charged with preserving and perpetuating the teachings of Aleister Crowley and the Golden Dawn. He takes his place among such luminaries as Madame Blavatsky, S. L. MacGregor Mathers, Aleister Crowley, and Dion Fortune. Even in such distinguished company, Regardie stands out as a figure of central importance.
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Peyote and Other Psychoactive Cacti – Adam Gottlieb (1997). Berkeley: Ronin Publishing, 96 p.
Guide to cultivating peyote and other psychoactive cacti and extracting active properties, including obtaining seeds, growing a variety of cacti, cloning, and grafting, and extracting the maximum output of mescaline and other alkaloids, descriptions of procedures used for extracting mescaline from peyote and San Pedro, and legal aspects prepared by Attorney Richard Glen Boire.
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